GENE GNOCCHI: SATIRA SENZA FRONTIERE

Potesse fermare il tempo, Gene Gnocchi lo fermerebbe adesso. Nel mezzo di stagioni piene di successi, ora gli è capitata la soddisfazione che ogni autore satirico vorrebbe. Non c'è umorista, o comico, o battutista che non desidererebbe chiosare l'attualità quotidiana con una serie di interventi a tambur battente a ruota di un tiggì. Perché i tiggì sono lo specchio (contestabile e contestato) della rappresentazione dell'attualità, e ogni spirito caustico vorrebbe mettere il proprio timbro a contraltare dell'ufficialità giornalistica. Da qualche giorno Gnocchi ha avuto in dote, per meriti satirici conquistati sul campo, ciò che nessuno osa nemmeno chiedere. In coda al Tg2 delle 20,30, dal lunedì al venerdì, va in onda Tg Duel, che si definisce ironicamente «spazio di informazione autogestita» e che si prefigge per una manciata di minuti di «dare conto di tutte le notizie censurate dal direttore Mauro Mazza». È una scelta coraggiosa del tg della seconda rete, presa senza squilli di tromba, senza scomodare concetti roboanti o appuntarsi medaglie per aver dato voce alla satira e ai suoi diritti. Ed è un modo intelligente di usare questa opportunità da parte di Gnocchi, che sceglie la cifra a lui più congeniale (il taglio paradossale, la verve surreale) per prendersi la soddisfazione dello sberleffo goliardico, della pennellata corrosiva, senza trasformarla in insulto o rantolo bilioso come certi pasdaran di una satira che spesso sconfina nel codice penale. I bersagli di Gnocchi sono di tutti i tipi e di tutte le tendenze, politiche e no. Ce n'è per il cardinale Ruini («Si è detto contrario ai letti a castello. Perché dividono la coppia e minano l'unità della famiglia»; ce n'è per i rapporti tra Ds e Unipol («Fassino ha promesso che presto la tessera del partito servirà anche come bancomat»); ce n'è per la nuova legge elettorale («Vi lascio alla visione dell'Isola dei famosi, da questa sera si vota con il sistema proporzionale e quindi vincerà il Polo») e per la nuova trasmissione giornalistica di Anna La Rosa («Io la guarderò, vi prego di non lasciarmi solo»). Non mancano attenzioni ai vip («Maradona è sempre stato magro, per un certo periodo sembrava grasso perché teneva sotto la camicia i soldi datigli per partecipare a Ballando con le stelle) e qualche punzecchiatura ai figli d'arte («Il film del figlio di Costanzo è candidato all'Oscar, per la colonnna sonora si sta pensando al figlio di Demo Morselli»). Un paio di minuti di buonumore, di aria fresca, di sprazzi di nonsense che riconciliano con il sorriso dopo i vari notiziari «seri» della giornata. Tutte le sere Gnocchi, ma non si fa indigestione.