Il generale Del Vecchio rientra da Kabul: «Grazie a Milano, ci è stata molto vicina»

Il 13 saluto in piazza Duomo Albertini: «Per loro vorrei il carro dell’Aida»

È tornato da Kabul su un C17 insieme al generale Mauro Del Vecchio e ai settanta militari italiani che hanno lasciato la base afghana. Gabriele Albertini ha così riportato a Milano la bandiera della città che Del Vecchio, comandante di turno delle truppe Nato in Afghanistan, ha tenuto nel suo ufficio fino a ieri, giorno del passaggio ufficiale di consegne al nuovo comando britannico.
Adesso l’appuntamento milanese è per il 13 maggio in piazza Duomo, quando sono previsti i festeggiamenti per il ritorno del contingente guidato da Del Vecchio, comandante del corpo di reazione rapida di Solbiate Olona e Milano. «Da presidente della Scala, ho già chiesto di avere il carro di Radames per quel giorno» scherza ma non troppo Albertini, che immagina i festeggiamenti per i militari più o meno sullo stile trionfale dell’Aida. «Finalmente quel giorno in piazza ci saranno solo bandiere tricolore» il commento del sindaco, rimasto molto colpito dalle contestazioni e dal clima di scontro che hanno caratterizzato 25 aprile e primo maggio.
«Abbiamo molto sentito la vicinanza della città di Milano» le parole con cui Del Vecchio ha ringraziato Albertini durante la cena in suo onore all’ambasciata italiana di Kabul. Il Comune, durante tre missioni negli ultimi sei mesi, ha donato alla città quasi quaranta autobus messi a disposizione dall’Atm e dieci compattatori di rifiuti dell’Amsa, oltre che una grande quantità di calzature per i tanti afghani rimasti senza arti a causa delle mine antiuomo ancora disseminate sul territorio del Paese. «Milano auspica pace e progresso per Kabul e si augura che l'arrivo dei nuovi mezzi Amsa e Atm possa contribuire alla rinascita di questa martoriata città» ha detto ancora il sindaco, garantendo che presto arriverà anche un container con i pezzi di ricambio per la manutenzione e che i tecnici dell’Atm faranno i corsi necessari ai meccanici afghani.