Le Generali aprono le ostilità contro Eurizon

nostro inviato a Trieste

Nell’assemblea dei soci che segna una svolta nella storia del gruppo Generali, emerge anche un problema di rapporti tra la compagnia e il gruppo Intesa Sanpaolo, la Superbanca partecipata al 5% e che a sua volta detiene una quota del 2,2% nel Leone. Questa la sintesi dell’assise che ieri ha eletto per un triennio il cda, che ha confermato il presidente Antoine Bernheim e i due ad Sergio Balbinot e Giovanni Perissinotto.
La svolta sta nel contesto in cui si muove ora il gruppo assicurativo. A cominciare dall’assemblea: il 48% del capitale presente è un record, ben oltre quel 30-33% che ha sempre rappresentato la quota in mano a grandi soci. Se poi si considera che Ligresti, con il 2,4%, non è intervenuto, la quota potenziale supera la metà del capitale.
Segno che in questi anni, dopo il cambio della guardia al vertice di Mediobanca del 2003, intorno al Leone si sono concentrate nuove mani forti, in gran parte riconducibili ancora a Mediobanca, in altra parte no, che si posizionano in vista dei possibili scenari futuri. E già il cda eletto ieri presenta, come previsto, gli ingressi dei rappresentanti di nuovi soci quali De Agostini, Caltagirone, Luxottica (in assemblea con lo 0,4%). Tra questi Lorenzo Pellicioli (De Agostini) è entrato anche nell’esecutivo. Altre novità: con una quota dello 0,7% c’era anche Benetton. Mentre una quota del 7-8%, presente in assemblea, risulta dispersa in quote «nascoste»: un altro segnale.
Il «caso» riguarda invece le tensioni con Intesa Sanpaolo: come ha detto ieri in assemblea Bernheim, le Generali sono state «punite» dalle decisioni dell’Antitrust riguardo agli accordi di bancassicurazione tra la compagnia e Intesa. «Abbiamo sostenuto quest’operazione - ha detto Bernheim - convinti che fosse nell’interesse del Paese. Disponevamo di 2.600 sportelli bancari con diritto di esclusività per i nostri prodotti, ora ne abbiamo solo 1.500. In queste condizioni l’alleanza non permette di fare profitti». E per le Generali «il vero problema è Eurizon», la compagnia portata in dote dal Sanpaolo. E, pur non nominandolo, Bernheim se la prende con l’ad di Eurizon, Mario Greco: «Il manager è lo stesso che quando era alla Ras ha venduto tutti gli immobili. Una cosa che si può fare, ma Generali è contraria a questa strategia».
«Stupisce e amareggia - ha risposto Greco in una nota - che un azionista giudichi Eurizon un problema. Eurizon è un progetto nuovo che in poco tempo ha già raggiunto una redditività elevata, superiore ai concorrenti». Perissinotto ha comunque escluso che il problema sia il rapporto con Intesa: «Siamo molto soddisfatti di essere azionisti e non abbiamo alcuna intenzione di alleggerire la nostra quota». Anche perché «c’è un interesse molto forte sull’investimento finanziario (3,5 miliardi, che già presenta 1,2 di plusvalenza) più che sulla bancassurance».