Generali, la Borsa promuove solidità e cedola mista

Gli analisti si aspettavano per Intesa Sanpaolo un utile netto intorno ai 4 miliardi; in effetti il gruppo ha soddisfatto le attese - 3,9 appunto - ma solo escludendo dal calcolo svalutazioni e rettifiche; il risultato netto contabile è stato di 2,6 miliardi, rispetto ai 7,3 del 2007. Il gruppo non distribuirà dividendo (con l’eccezione delle azioni di risparmio, 2,6 centesimi). I risultati incorporano anche benefici fiscali per 1,6 miliardi. Quello che tuttavia nessuno si aspettava era che Intesa Sanpaolo, con una coraggiosa azione di politica di bilancio, svalutasse asset per 3 miliardi. «Abbiamo messo fieno in cascina» ha detto l’ad Corrado Passera, che ieri ha illustrato i conti agli analisti. La «pulizia» è stata fatta (tra l’altro: 165 milioni la svalutazione su Telco, 78 quella su Rcs) e non ce ne sarà ulteriore bisogno nel corso dell’esercizio 2009.
Per quest’anno Passera ha speso parole fiduciose (anche se sarà «un anno sfidante» ha detto), convinto che ci sarà «un utile solido», e con la speranza di «riprendere la distribuzione del dividendo». I primi mesi lasciano intuire un indirizzo positivo - anche se è presto, ha avvertito, per fare previsioni - anche sul fronte delle sofferenze. «Difficile» per Passera sarà anche il 2010, mentre la ripresa è attesa per il 2011. L’istituto farà ricorso ai Tremonti bond in ragione di 4 miliardi, ma «contiamo di restituirli al più presto». Passera ha anche annunciato lo scioglimento di Intesa Vita, la joint venture con Generali nel bancassurance, e ha ampiamente rassicurato sulla solidità patrimoniale del gruppo, che si basa sul Core Tier one, oggi al 6,3% e destinato a salire al 7,4% dopo l’emissione dei T bond. Per il rimborso dei quali sono pronte anche cessioni di asset non strategici per un valore di libro di circa 9,5 miliardi.
La Borsa è stata un po’ spiazzata dalle notizie. Dopo un avvio positivo, all’annuncio della cancellazione della cedola il prezzo ha cominciato a scendere toccando il punto più basso durante la presentazione di Passera, fino a scendere a un minimo di 1,71 euro, meno 6,9%. Poi, la rimonta, fino a recuperare, sul finale, una chiusura positiva a 1,87 euro, più 1,74%. Hanno convinto il mercato molte affermazioni di Passera, e la prudenza della gestione: «Ci siamo costruiti una posizione di forte liquidità». «Siamo al primo posto in Europa in termini di patrimonio netto tangibile (al netto degli asset immateriali, ndr) sul totale attivo tangibile». «La nostra presenza in Europa centro-orientale rappresenta solamente il 7% del totale degli impegni del gruppo ed è suddivisa in più di dieci diversi Paesi: non siamo minimamente preoccupati».
Quanto a Intesa Vita, Passera ha riferito che la decisione dello scioglimento è venuta da Generali. Ma egli ha voluto darne un’interpretazione positiva: il riacquisto del 50% permetterà al gruppo di possedere un’unica società, forte ed efficiente, al posto delle quattro società prodotto che finora costituivano Intesa Vita. «Creeremo in tempi rapidissimi una sola azienda» ha detto; e non ha escluso, una volta valorizzata e rafforzata, che questa possa essere rimessa sul mercato.
Il controvalore della quota delle Generali (stimata 600-700 milioni) «non è stato ancora oggetto di trattativa», ma in ogni caso «ce lo possiamo permettere» e avrà un impatto non significativo sugli indici patrimoniali. A una domanda sui bonus ai manager - che in altri gruppi, a cominciare da Unicredit, sono stati cancellati - Passera ha risposto che ogni decisione spetta al consiglio di sorveglianza.