Generali: un cda per andare a Est

Operazione in Repubblica Ceca I nodi della conferma del vertice

da Milano

Non c’è un’assemblea delle Generali che si rispetti che non venga anticipata da un qualche colpo di scena. Questa volta, in vista dell’assise di sabato, in mancanza del consueto giallo sulle nomine (l’elezione del cda è stata preceduta dalla pubblicazione delle liste dei candidati) si parla di un’operazione nell’Est Europa. In particolare nella Repubblica Ceca: è questo il dossier che, secondo fonti finanziarie, sarà all’attenzione di un cda straordinario convocato con urgenza per giovedì a Venezia.
Un consiglio che si riunirà con all’ordine del giorno le comunicazioni del presidente Antoine Bernheim e dei due amministratori delegati Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot.
Quello atteso è però un cda che vede il mercato un po’ in tensione sui temi del Leone. In Borsa per buona parte della giornata gli operatori hanno ritenuto che il consiglio venga chiamato a esprimersi sull’opportunità del delisting di Alleanza, ipotesi peraltro sempre smentita da Generali. Oppure, da altre parti, si è ritenuto che fosse al centro dell’attenzione del cda straordinario una qualche forma di partecipazione al riassetto Telecom.
Tuttavia il consiglio, che solitamente si riunisce il venerdì prima dell’assemblea di sabato, questa volta è stato convocato in sede straordinaria e per giovedì. Da più parti si fa notare che i dubbi che qualche azionista aveva nel proseguire il cammino intrapreso con il management uscente (confermato in toto) sono stati di fatto fugati, oltre che dai risultati del Leone, dal deposito della lista che fa appunto apparire scontata la riconferma integrale dei vertici. Qualcuno fa però rilevare che sarà l’assemblea a dire l’ultima parola. E che quindi, in via ipotetica, nulla sarebbe scontato e il cda straordinario - o un cda futuro - potrebbe trovarsi sul tavolo a vagliare proposte diverse da quelle di uno mero shopping nell’Europa dell’Est.
Di qui alcune ipotesi circolate in più ambienti, secondo cui qualche consigliere potrebbe tentare in futuro, o già da giovedì, di rimettere in discussione alcuni incarichi che appaiono ormai assegnati. Come quelli di vertice: le tensioni tra il presidente Antoine Bernheim e alcuni consiglieri riferibili a soci bancari potrebbero riemergere anche in occasione delle prossime scadenze.