Generali cede il 3%

Il risultato elettorale ha condizionato l’andamento a Piazza Affari, con gli indici principali che, in chiusura, registrano una flessione intorno al 2%, con una punta massima del 2,18% per l’indice S&P/Mib. Il vorticoso passaggio di mano di forti quantitativi di titoli ha fatto registrare in volume il massimo del 2006, per un controvalore di 6,1 miliardi di euro. Vendite a pioggia in tutti i comparti, specie tra quelli più importanti nel listino: nei bancari Bpu, Unicredit, Intesa e Mediobanca arretrano di oltre il 3%, Montepaschi e Pop. Milano perdono intorno al 2%. Nel comparto assicurativo Generali cede oltre il 3%, Ras quasi il 2%; in controtendenza Fonsai (più 1,8%), ai rumors che la vedrebbero entrare nel capitale Generali. La nuova impennata del greggio non ha smosso i titoli energetici dalla loro immobilità, con Saipem che chiude in positivo, mentre Eni arretra di un quarto di punto. Tiene Mediaset, cede Mondadori (meno 1,6%), e cala Mediolanum del 3,8%. Realizzi prevalenti per le società di costruzioni, ritorna in negativo Fiat (meno 3,6%), ma cedono anche Parmalat (meno 1,1%). Seconda seduta sprint per Juventus, con un nuovo rialzo di quasi il 10%.