Generali, Crédit Suisse al 2,7% Nulla di fatto sulla governance

Telecom: il nuovo ad la prossima settimana

da Milano

Tanto ha tuonato, intorno alla prima riunione del comitato governance di Generali, che alla fine non è successo nulla. Le aspettative legate alla lettera con la quale il fondo Algebris aveva criticato il governo societario di Trieste sono andate deluse. Mentre la novità è arrivata dal Crédit Suisse, che ha rilevato il 2,7% della compagnia.
Nella sede milanese del gruppo, dopo un’ora e mezzo di riunione, sono uscite le più classiche «bocche cucite» dei partecipanti: tutti tranne Anna Patricia Botin, che non è nemmeno venuta a Milano da Madrid. Il presidente Antoine Bernheim e i consiglieri Vittorio Ripa di Meana, Paolo Scaroni, Alessandro Pedersoli, Lorenzo Pellicioli e Gabriele Galateri se ne sono andati senza commenti. La commissione si sarebbe limitata all’insediamento e la riunione sarebbe consistita in una relazione di Bernheim e nella stesura della futura agenda. Nessuna decisione sulla nomina di un consulente esterno. In definitiva, secondo alcune fonti, un incontro preliminare avrebbe lasciato perplesso più di un partecipante.
Il fronte caldo della finanza milanese, che in questi giorni è aperto sui tre fronti del triangolo Mediobanca-Generali-Telecom, si sposta ora su quest’ultimo lato. I maggiori soci finanziari di Telco (Mediobanca e Intesa Sanpaolo, oltre alle stesse Generali), la holding che controlla il 23% di Telecom, si stanno confrontando da settimane sul futuro vertice del gruppo di tlc. L’abbinata Galateri presidente e Bernabè ad non è riuscita a trovare ancora il via libera. E sullo sfondo restano vive le ipotesi per soluzioni alternative. Come quella della crescita dei manager interni (Stefano Pileri e Luca Luciani). Ma per la soluzione del rebus bisognerà aspettare ancora: non sembra che sarà questo il week end decisivo, mentre le aspettative si spostano sulla prossima settimana. Anche perché l’ad di Intesa, Corrado Passera, è stato impegnato fino a ieri in incontri londinesi con la comunità finanziaria per parlare dei conti dei primi 9 mesi.
E lo slalom per i nuovi vertici di Telecom deve tenere conto anche dei paletti imposti dai consiglieri indipendenti del gruppo, per nulla disposti a svolgere il ruolo dei meri esecutori di scelte passate sulla loro testa. Un elemento di cui le banche devono tenere conto per evitare di trovarsi in situazioni limite come quella della cooptazione di consiglieri di telefonica delle scorsa settimana, che ha rischiato di saltare proprio nel cda.