Generali in difesa di clienti ed azionisti

da Milano

Generali rappresenta un «porto sicuro» per gli azionisti, secondo il vicedirettore generale Mel Carvill. I punti centrali della crescita futura di Generali, ha spiegato Carvill, saranno una rete forte, con un’offerta di alta qualità e un basso livello di rischio nel portafoglio.
Ma la pietra portante del modello di business del gruppo, ha aggiunto, è la protezione dei clienti. Carvill si è soffermato sull’attuale crisi, sottolineando che la sfida per i governi e le istituzioni sarà proprio quella di affrontare la mancanza di fiducia nei mercati. Potranno giocare un ruolo importante i fondi sovrani, ha sottolineato poi, per la loro capacità di fornire liquidità. La crisi in corso segna tra l’altro la fine di un modello finanziario caratterizzato da situazioni di opacità a fronte di utili record di breve termine. Si andrà, quindi, ha spiegato Carvill, verso un sistema più capitalizzato e piccolo, in un quadro più regolamentato e dal maggior interventismo pubblico. Generali, ha ricordato il vicedirettore generale, alla fine del semestre aveva un’esposizione di 1,8 miliardi in prodotti di finanza strutturata, rispetto a investimenti complessivi per 292 miliardi. Il gruppo di cui è ad Giovanni Perissinotto non ha esposizione verso titoli subprime, mentre quella verso compagnie assicurative monoline Usa è «irrilevante». E il ruolo di Generali durante la crisi finanziaria è stato sottolineato anche dal premier Silvio Berlusconi: «Assicurazioni Generali ha contribuito all’aumento di capitale di Unicredit con 300 milioni di euro», ha detto ai giornalisti. Ieri il titolo Generali ha chiuso in calo del 2,68%.