Generali e Bersani provano a fare la pace

da Milano

Un’altra tappa del tortuoso percorso di pace tra le Generali e il governo Prodi si è svolta ieri «in casa» della compagnia, a Trieste, dove l’ad Giovanni Perissinotto ha incontrato e conversato in privato con il ministro per le Attività produttive Luigi Bersani. A marzo era stato il presidente delle Generali, Antoine Bernheim, a fare visita, a Roma, al premier Prodi. E pure al presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà. Inaugurando un’azione di lobby dopo le due «mazzate» che lo scorso anno avevano stordito il Leone: prima il decreto Bersani che ha liberalizzato il mandato degli agenti (liberi dunque di vendere polizze di ogni compagnia); poi l’obbligo di cedere Nuova Tirrena imposto sull’Antitrust. Su questo secondo punto Bernheim ha poi vinto la partita di fronte al Tar (salvo infine cedere Nuova Tirrena nel luglio scorso).
Sul primo, invece, le posizioni sono rimaste distanti, tanto che Bernheim, in un’intervista al Sole-24 Ore, attaccò un decreto «che favorisce le compagnie che non hanno una rete sapendo così di colpire un importante concorrente», lamentando inoltre che Bersani «non avesse consultato nessuno». Ancora più duro è stato durante l’assemblea di fine aprile, affermando che la nuova norma «distrugge l’attività d’impresa della compagnia senza vantaggi per nessuno».
Per questo il solo fatto che il ministro abbia ieri incontrato l’ad Perissinotto è un segno di distensione. «È stato un buon colloquio, molto amichevole», ha detto il ministro. Mentre L’ad del Leone ha dichiarato di essere «molto soddisfatto. La conversazione è stata molto cordiale. Noi siamo sempre stati favorevoli al dialogo e al confronto delle idee. Se ci si parla c’è sempre la possibilità di intendersi».
Nel frattempo le Generali hanno messo a punto una sorta di patto di ferro con i loro agenti, che è stato sancito in una convention a Trieste, sabato scorso. Bernheim, Perissinotto e l’ad Sergio Balbinot hanno incontrato 4mila agenti (moderava Enrico Mentana) spiegando che l’interesse a mantenere il rapporto in esclusiva nonostante la liberalizzazione è reciproco. La compagnia non vuole perdere clienti e gli agenti saranno motivati a restare dagli investimenti garantiti loro in termini di formazione, tecnologia, pubblicità, oltre che dalla insita forza del marchio del primo gruppo assicurativo italiano.