Generali, giallo sull’aumento di capitale

da Milano

Incognita aumento di capitale nel futuro delle Generali che, dopo una corsa di giorni, ha preso fiato ieri in Piazza Affari: il titolo ha chiuso con un ribasso dello 0,55% a 34,36 euro tra scambi per l’1,1% del capitale (14,6 milioni i pezzi passati di mano). A tenere banco è stata la prospettiva per il Leone di centrare i propri obiettivi di crescita identificando un «target estero interessante». A rivelarlo è il presidente Antoine Bernheim che ieri, in un’intervista al Sole 24 Ore, ha aggiunto come che in tal caso Generali avrebbe «bisogno di un importante aumento di capitale. Ed è auspicabile farlo con alleati. Da soli difficilmente potremmo realizzare acquisizioni sopra i 10-15 miliardi». Posizione però poi corretta da un portavoce del gruppo che ha sottolineato come non sia «previsto nessun aumento di capitale. Che rimane solo un’ipotesi nel caso in cui si profili un’importante opportunità».
Dopo aver smentito lo scenario che l’italianità del gruppo possa essere in pericolo, Bernheim ha detto al quotidiano della Confindustria come Generali debba «crescere e diventare grande per non essere preda» dei concorrenti sia attraverso un’espansione «organica» sia grazie ad «acquisizioni». Il banchiere parigino punta poi il dito sulla forza degli hedge fund e cita Blackstone (che è però una private equity) e la sua acquisizione a Equity office properties, un colosso immobiliare da 36 miliardi.
Rimane invece cauto sulla propria conferma alla presidenza dopo l’assemblea di primavera: «Le dichiarazioni di Cesare Geronzi e Giuseppe Guzzetti mi fanno piacere è chiaro. Ma non sono un candidato. Se c’è consenso sul mio nome e sarò eletto per un nuovo mandato d’accordo». L’8 dicembre Generali ha intanto perso uno dei presidenti «storici»: Eugenio Coppola di Canzano. Scomparso a 85 anni di età, Coppola di Canzano era nato a Napoli e aveva guidato il gruppo fino al 1995.