Generali, le grandi banche rinnovano il patto

Pesenti (Italcementi): «Manteniamo la quota» e in Borsa il titolo cresce ancora (+0,4%)

da Milano

Mps, Unicredit e Capitalia hanno rinnovato il patto di consultazione siglato nel 2003 su Generali, mentre il presidente di Italcementi Giampiero Pesenti si è chiamato fuori dalle «manovre» in atto sul Leone in vista del rinnovo del vertice atteso la prossima primavera. L’attenzione su Trieste resta alta, ma ieri Piazza Affari ha allentato la presa sul Leone che ha fatto segnare un rialzo dello 0,39% tra scambi limitati (5,5 milioni di pezzi). «Abbiamo avuto in dote azioni Generali dallo scioglimento di Consortium. Noi le teniamo lì, non le abbiamo vendute», ha spiegato Pesenti. A Consortium, la società veicolo di Mediobanca sciolta a giugno faceva capo lo 0,4% del Leone, ma il mercato si era per qualche giorno interrogato su una nuova tornata di acquisti per una quota pari almeno al 2% accumulato da De Agostini. Una mossa questa (che da Novara sottolineano essere puramente finanziaria) ma che secondo altre letture, condivise dal presidente di Capitalia Cesare Geronzi, rientra «in un’intesa legata al trasferimento di Toro da De Agostini» a Generali.
Mentre prende forza la conferma alla presidenza di Antoine Bernheim per un altro triennio, le banche azioniste hanno rinnovato il patto di consultazione siglato nel 2003 a difesa dell’«italianità» del Leone. Si tratta di un accordo «che si rinnova automaticamente di sei mesi in sei mesi», ha precisato il presidente di Monte Paschi, Giuseppe Mussari. Mps, Capitalia e Unicredit hanno probabilmente prolungato l’accordo anche in vista dell’assemblea dei soci di fine aprile che, oltre all’approvazione del bilancio, dovrà rinnovare l’intero consiglio di amministrazione.
Nel tempo i tre istituti hanno alleggerito le quote, ma continuano a presidiare Generali con partecipazioni pari rispettivamente all’1,66%, al 3,3% e al 3,5 per cento.