Generali, tra i soci spunta l’ipotesi Zunino

Il ruolo di Properties, il quartiere S.Giulia e i debiti con Intesa

da Milano

Il futuro controllo delle Assicurazioni Generali, unico centro italiano di business, di finanza e di potere che vanti un riconosciuto rango internazionale, resta al centro dell’attenzione. E lì resterà ancora a lungo, c’è da scommetterci. La prossima assemblea, il 27 ottobre, di Mediobanca (che delle Generali è il primo azionista con il 15,6%), preceduta dal patto di sindacato che il 26 sancirà il nuovo azionariato di Piazzetta Cuccia, non sarà che una tappa. Tra i grandi soci di Mediobanca entrerà la Fininvest della famiglia Berlusconi, si rafforzerà il gruppo Mediolanum (dove la stessa Fininvest ha una quota nella governance), cresceranno i francesi guidati da Vincent Bolloré, entreranno probabilmente i Benetton. Il tutto sotto la regia di Cesare Geronzi, presidente del patto e del consiglio di sorveglianza.
Fuori dal patto, e insoddisfatto del nuovo assetto, c’è Giovanni Bazoli, presidente di Intesa Sanpaolo, azionista in Generali con il 2,2%, ma soprattutto partecipato dalla compagnia, che in Intesa è il primo socio industriale con il 5% del capitale. Mentre un accordo di «bancassurance» sancisce, tra Intesa e il Leone, una forte partnership industriale. Per questo, nei prossimi mesi, è facile che si assisterà a qualche tentativo di rafforzare le rispettive posizioni. In questo senso, Intesa ha già fatto una prima mossa, schierando Romain Zaleski, sodale di Bazoli, che detiene il 2,2% della compagnia. E altre sarebbero allo studio da parte di Bazoli.
Ecco allora che anche Mediobanca prepara contromosse. Una di queste, di cui si sarebbe già parlato qualche tempo fa, prevede la discesa in campo di Luigi Zunino, l’immobiliarista che controlla il gruppo Risanamento. E che è già azionista di Mediobanca con una quota intorno al 3%, grazie alla quale è appena entrato nel consiglio di sorveglianza. Il coinvolgimento di Zunino con una quota rilevante nelle Generali passerebbe attraverso un’operazione immobiliare e l’intervento di Generali Properties, società che gestisce il real estate (oltre 6 miliardi di patrimonio solo in Italia) del gruppo triestino, detenuta per il 55% da Generali e al 45% dalla controllata Alleanza. A Properties sarebbe stato presentato il dossier Santa Giulia: un nuovo quartiere da 1,2 milioni di mq, residenziali e commerciali, che il gruppo Risanamento ha progettato alla periferia sud-est di Milano, attualmente in fase di prima realizzazione. L’ingresso di Properties (che a Milano vanta già il ruolo di capofila nel progetto City Life della vecchia Fiera) permetterebbe a Zunino di raccogliere risorse con le quali fare leva su Risanamento per investire a sua volta in Generali tramite i tradizionali veicoli finanziari (Tradim, Sviluppo Nuove Iniziative, Zunino Investimenti). Un po’ sulla scorta di quanto fatto da De Agostini che, dopo aver ceduto Toro a Generali, ha rilevato il 2,4% della stessa compagnia.
L’operazione però, secondo quanto risulta al Giornale, non avrebbe raccolto per ora i necessari consensi, soprattutto tra le banche richieste di intervento. D’altra parte Zunino si trova a che fare con il rialzo dei tassi e un debito stimato nell’ordine di 1,7 miliardi che, per una fetta consistente, fanno capo al gruppo Intesa. Una situazione che, nel settore del mattone, il più sensibile ai chiari di luna dei mercati di questi mesi, rende difficile ogni previsione futura.