Generali non delude i suoi azionisti: «Il dividendo arriverà, come sempre»

Va bene tutto. Ma che le Generali non paghino il dividendo, questo è troppo. E infatti, nonostante la crisi finanziaria in atto (la più violenta dai tempi del 1929 e che porterà molte banche a lasciare i propri azionisti all’asciutto), non succederà nemmeno questa volta. Lo ha fatto capire ieri l’amministratore delegato della compagnia triestina, Giovanni Perissinotto: «Il dividendo verrà esaminato dal consiglio di amministrazione a marzo, quando avremo i conti annuali - ha spiegato Perissinotto dopo la presentazione del 42esimo rapporto Censis -. Ma la nostra situazione finanziaria è buona e solida e in 175 anni di storia non abbiamo mai saltato un dividendo».
La prossima riunione del board di Generali è fissata per il 18 a Milano, ma non sarà dunque l’occasione per discutere questo tema. Se ne riparlerà a ridosso della prossima assemblea, ma le parole di Perissinotto non lasciano spazio a grandi sorprese. Semmai andrà valutata l’entità della prossima cedola, posto che l’anno scorso sono stati distribuiti 90 centesimi, a fronte di un utile netto consolidato di 2,9 miliardi e di un titolo che aveva abituato i soci a stare sopra quota 30 euro.
In pratica le azioni rendevano intorno al 3% lordo. Ora molti analisti stimano un utile netto per fine anno in calo a 2,4 miliardi, qualcuno anche meno. E in questo quadro circolano stime sulla cedola intorno ai 50 centesimi per azione. Che, in ogni caso, viste le quotazioni di questo periodo (ieri il titolo ha chiuso con un +1,1% a 19,36 euro), rappresentano pur sempre un rendimento immediato del 2,5 per cento.
Perissinotto ha ieri toccato anche il tema del bancassurance, in riferimento alla joint venture Intesa-Vita (al 50% con Intesa Sanpaolo) che è in scadenza l’anno prossimo e che è oggetto di ridefinizione dopo l’intervento dell’Antitrust che ha ridotto di mille gli sportelli del gruppo bancario dai quali vendere le polizze vita Generali. «Sono negoziazioni che richiedono tempo e noi stiamo andando avanti», ha detto Perissinotto, interpellato sullo stato delle trattative per il rinnovo dell’alleanza di bancassicurazione con Intesa Sanpaolo attraverso Intesa Vita.
Secondo quanto risulta al Giornale, le trattative hanno raggiunto un punto di stallo sulle condizioni economiche che Intesa vorrebbe modificare a proprio vantaggio. Una tendenza peraltro diffusa in tutta Europa, dove le banche (che nella questione hanno il coltello dalla parte del manico, avendo il controllo della clientela) puntano a migliorare i loro disastrati conti economici aumentando il margine delle commissioni di propria competenza. Per questo la partita Intesa-Generali (che riguarda anche gli assetti azionari, essendoci una partecipazione incrociata) è appena all’inizio del percorso.