Generali punta 5 miliardi tra Oriente e Stati Uniti

Attesa per la Consob sui sindaci, Benetton «arruola» Costamagna

da Milano

Via allo shopping. Generali ha munizioni per 4,5-5 miliardi da spendere in nuove acquisizioni. Parola dell’amministratore delegato Giovanni Perissinotto che ieri durante la presentazione di Vivifuturo, i nuovi servizi assicurativi e finanziari dedicati alla terza età, è tornato sulle strategie del gruppo triestino: «Attualmente abbiamo 2,3 miliardi di capitale in eccesso, il resto arriverà dalla nostra capacità di finanziamento in vista di possibili acquisizioni», ha precisato l’ad.
Non è una piccola cifra anche per un colosso come Generali: 5 miliardi sono pari al 12% della capitalizzazione del gruppo (41,2 miliardi). Per ora, chiarisce Perissinotto, non ci sono prede nel mirino. Ma oltre alla campagna per espandersi in Est Europa, Cina e India, ieri il Leone è tornato a rispolverare l’interesse per gli Usa. Nel settore della terza età guardiamo a «una compagnia di nicchia, siamo interessati a società specializzate negli Stati Uniti», ha aggiunto Perissinotto. «Un’ottima strategia, Generali non si è lasciata trascinare dalla crisi mutui subprime, ha tenuto il fieno in cascina e ora è pronta a nuove acquisizioni in un mercato che offre prezzi da saldo», commenta un analista.
Intanto con le nuove iniziative per la terza età - lanciate in Italia, Francia e Germania - Generali punta a raccogliere in tre anni 3,5 miliardi di premi vita, più altri 800 milioni di premi Salute. Ma non sono solo le novità che promettono buoni risultati. «Nei primi mesi dell’anno stiamo andando bene, secondo le nostre attese», ha aggiunto Perissinotto per poi intervenire sul rinnovo della joint venture nel bancassurance con Intesa Sanpaolo: «I tempi sono stretti ritengo che entro l’anno la cosa vada definita». Intesa Vita era stata penalizzata dalla decisione con cui l’Antitrust ha imposto all’ex Banca Intesa di aprire la rete a un terzo partner assicurativo in cambio delle nozze con il Sanpaolo.
Quanto invece all’offensiva del fondo speculativo Algebris, che dopo aver criticato la governance del Leone, ha presentato alcuni esposti a Consob, Bankitalia e Isvap per bloccare la corsa dei Benetton, attraverso Edizione Holding verso il collegio sindacale di Generali, Perissinotto si è limitato a notare come spetti «all’autorità decidere». La Consob dovrebbe comunque tornare a esprimersi a breve, forse già lunedì prossimo.
Secondo indiscrezioni tra i papabili a succedere a Bernheim alla presidenza del Leone nel caso l’anziano uomo d’affari francese fosse stato detronizzato prima della scadenza del 2010, c’era il banchiere Claudio Costamagna. E ieri i Benetton hanno candidato proprio l’ex top manager Goldman Sachs per il cda della «loro» Autogrill. Infine Premafin, è scesa al 2,04% del Leone.