Generali: un riassetto da 100 milioni

Nessuna decisione sul fronte della possibile acquisizione. In cassaforte, pronti all’uso, circa quattro miliardi

Marcello Zacché

da Milano

Due fusioni interne per Generali, per dare una svolta al modello organizzativo e operativo del gruppo. Le ha decise ieri il consiglio d’amministrazione, riunito a Milano, che ha deliberato la fusione di Ina con Assitalia e Generali Vita in Assicurazioni Generali.
In secondo piano, almeno ufficialmente, ogni considerazione di tipo «espansivo»: di un’importante acquisizione (che piace da tempo al presidente Antoine Bernheim, e che per le implicazioni in termini di assetti e diluizioni ha già aperto un complesso dibattito) ieri non si è parlato.
Il consiglio si è invece occupato delle due fusioni, decise per dare corpo al profilo industriale del piano triennale della compagnia presentato a primavera. La parte finanziaria, infatti, era già stata avviata, con il riacquisto delle minorities in Germania e Austria e con l’emissione di parte del debito ibrido (in tutto sono previsti 4 miliardi). Una serie di operazioni che, a valle, dovrebbero esprimere un capitale netto in eccesso nell’ordine dei 2 miliardi, oltre a un pacchetto di azioni proprie di valore analogo: 4 miliardi in tutto a disposizione, eventualmente, della famosa operazione della quale il mercato continua a fantasticare. Specialmente ora che il risiko assicurativo europeo è stato attivato dal progetto Axa-Winterthur.
Ma una grande compagnia è fatta di operatività quotidiana. E le sue fortune dipendono dalla loro efficienza. Un’idea ben presente nella testa e nei piani degli amministratori delegati Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot. Per questo le operazioni annunciate ieri vengono, in realtà, da lontano: sono state pensate tre anni fa ed è da allora che alle Generali lavorano per omogeneizzare e coordinare i processi e i cosiddetti back office. Con l’obiettivo di unificare vita e danni delle Generali in unica società per avere, d’ora in avanti, la possibilità di sfruttare la rete con maggiore efficienza: fino a ieri sulla stessa rete distributiva insistevano due strutture diverse, due management indipendenti, con il rischio che obiettivi differenti potessero trasmettere agli agenti messaggi contrastanti. Con la fusione, inoltre, verranno implementate le cosiddette operazioni di cross selling tra clientela vita e e danni. Analogo il percorso per Ina e Assitalia che, se si vuole, è ancora più complesso e che richiederà ancora qualche tempo per l’ottenimento di un sistema unico industriale.
Dalla fusione con Generali Vita si attendono sinergie da ricavi per 50 milioni l'anno. La nuova compagnia Generali Assicurazioni avrà premi per 9,4 miliardi e 3 milioni di clienti. L'integrazione fra Ina e Assitalia consentirà invece sinergie annuali per 52 milioni. La nuova compagnia utilizzerà il marchio unico Ina Assitalia e potrà contare su un monte premi di 5,3 miliardi e su quasi 3 milioni di clienti.