Generali spinge i profitti con le polizze vita (+47%)

Le polizze Vita aiutano Generali a spingere i profitti oltre le attese degli analisti (+46,8% a 1,3 miliardi nei primi nove mesi dell’anno) e a guardare senza apprensioni alla stretta patrimoniale prevista dalle nuove regole internazionali: a fine settembre Trieste aveva un patrimonio netto di 18,2 miliardi, con un indice di solidità Solvency 1 al 150%.
Ieri in Borsa il titolo ha sofferto la paura dei mercati per il debito irlandese (-2,5%), ma l’ad Giovanni Perissinotto ha spinto tutti gli ingranaggi «industriali» del gruppo: nei primi nove mesi la raccolta premi è salita a 53,8 miliardi (+5,8%), di cui 37,3 miliardi (+8%) nel Vita, con una nuova produzione in crescita del 6,1 per cento. Il Leone ha registrato anche il migliore terzo trimestre dall’inizio della crisi finanziaria, con un utile netto pari a 440 milioni (+12,7%).
Tengono, malgrado le forti difficoltà accusate dall’industria dell’auto, anche i Danni (+1%), complice probabilmente il fatto che l’integrazione tra Alleanza e Toro procede meglio delle attese (200 milioni le sinergie stimate in tre anni). Tanto che per fine anno il gruppo, che ha già superato il risultato dell’intero 2009, conta di spingere l’utile operativo nella fascia alta delle previsioni (4,2 miliardi circa). Raffaele Agrusti ha inoltre promesso agli analisti una cedola generosa: «Penso che il gruppo non cambierà la propria politica di dividendi nel 2011 rispetto ai risultati del 2010», ha detto il direttore finanziario di Generali. Nel 2009 il dividendo era stato 35 centesimi, per un pay-out del 41,6 per cento. In miglioramento a fine anno anche i margini. «Anche durante la più forte crisi dalla seconda guerra mondiale il nostro gruppo è stato capace di crescere molto bene», ha sottolineato Agrusti durante al conference call. Un risultato reso possibile «da una parte grazie alla solidità del nostro modello di business, basato su una distribuzione multicanale supportata da una rete proprietaria molto forte» e dall’altra dalla «fiducia dei clienti». Il ramo Danni ha però pagato in termini di risultati (-12,3% a 939 milioni) a causa delle catastrofi naturali: dalla tempesta Xynthia, alle alluvioni in Francia fino al terremoto in Cile per un totale di 318 milioni. Per il gruppo resta comunque l’obiettivo di guadagnare altra efficienza, per cui Trieste sta anche cercando un country chairman: un’area di azione sarà l’information tecnology.
Il consiglio del Leone ha poi rilanciato la Fondazione Generali, alla quale viene rafforzato il sostegno, prevedendo possa promuovere iniziative socio-assistenziali, nelle attività culturali e in quelle ambientali. Sin dal suo insediamento, il presidente Cesare Geronzi aveva annunciato di voler lasciare il segno con un «progetto molto importante» per la cultura. A presiedere l’Ente è lo stesso Geronzi e nel board siede anche Angelo De Mattia, già segretario particolare dell’ex governatore Antonio Fazio in Bankitalia, arrivato a Trieste nella «squadra» del banchiere romano.