Generali studia le polizze islamiche in tandem con la banca del Qatar

Accordo in Qatar tra le sure del Corano per le Generali, che studiano una joint venture con gruppi locali per creare una fabbrica prodotto con cui servire il mondo islamico. La compagnia triestina, insieme con Qatar Islamic Bank e Beema, ha avviato uno studio di fattibilità finalizzato al futuro lancio di una società comune nel segmento delle polizze «Takaful», cioè predisposte secondo i precetti della legge islamica. L’intesa preliminare mira alla creazione di una partnership fondata sull’apporto tecnico di Generali associato alla conoscenza del mercato ed alla capacità distributiva di Qatar Islamic Bank (Qib) congiuntamente alle competenze specialistiche in ambito «Takaful» fornite da Beema. Qib è la prima banca islamica in Qatar e tra i primi cinque istituti di credito al mondo tra quelli rispettosi della Sharia. Beema è una compagnia con licenza per l’assicurazione «Takaful», partecipata dalla stessa Qib.
Generali è presente nel territorio arabo da tempo, con l’apertura in Dubai di una filiale nel 2008 (per seguire il settore danni corporate). Ora l’ad di Generali con la delega per le attività internazionali, Sergio Balbinot, ha deciso di passare alla fase 2. Il settore Takaful presenta un significativo potenziale di crescita: si stima nel 2015 un volume premi a livello di mercato mondiale di circa 20 miliardi di dollari, di cui il 30% dovrebbe essere sottoscritto nel mercato «Gulf Cooperation Council» (GCC) che comprenede Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, UAE ed Arabia Saudita.
L’operazione è stata ieri celebrata con dichiarazioni congiunte sull’asse Trieste-Doha. Il presidente di Qib (figlio del primo ministro del Qatar), Sheikh Jassim bin Hamad bin Jassim bin Jabr Al Thani, ha commentato: «Qib è molto lieta della possibilità di stringere un accordo strategico nel business delle polizze Takaful nell’ottica di creare un player leader nel settore. I nostri piani sono, in primo luogo, di lanciare i prodotti Takaful nei Paesi del Golfo, dando priorità ai nostri mercati regionali e locali, per poi porre particolare attenzione sulle aree geografiche rilevanti per questi prodotti».
Dal canto suo Generali, storicamente presente anche in Israele, dà all’implementazione dell’attività nei Paesi arabi un peso rilevante. Per Balbinot «il nostro gruppo attribuisce valenza strategica ai prodotti Takaful in considerazione di fattori demografici, economici ed assicurativi. Un quarto della popolazione mondiale è di fede musulmana ed il 60% di questa ha un’età inferiore ai 25 anni. I Paesi islamici producono il 23% della ricchezza generata nelle aree emergenti del pianeta ma presentano degli indici di diffusione assicurativa ancora contenuti. Ritengo che la combinazione di Qib e Generali, assieme all’importante esperienza locale di Beema, possa preludere alla creazione di un operatore del settore Takaful leader nella regione del Golfo e al successivo sfruttamento delle opportunità presentate da questo settore sia in Europa che in Asia».