Generali svela il piano di difesa

da Milano

Riacquisto delle quote di minoranza di alcune controllate estere e possibile buy back di azioni proprie. Piazza Affari scommette su questi due passi strategici inseriti da Assicurazioni Generali nel piano industriale che accompagnerà lo sviluppo della compagnia triestina da quest’anno al 2008. Un documento, improntato a una maggiore integrazione a livello europeo, che in giornata sarà illustrato alla comunità finanziaria e che è stato approvato ieri sera dal Cda dopo due ore e mezzo di riunione. Massimo il riserbo dei consiglieri: «È stato un buon consiglio», ha detto Gabriele Galateri, presidente di Mediobanca e consigliere di Generali. «Tutto a posto», ha aggiunto il direttore generale di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel. Questa mattina Generali diffonderà un comunicato ma il nuovo piano, stando alle indiscrezioni, prevederebbe operazioni sul capitale volte al rafforzamento patrimoniale della compagnia. Opzioni strategiche, contenute all’ultimo punto all’ordine del giorno del board, che potrebbero portare Generali a riacquistare le quote di minoranza delle controllate in Germania, Austria e Svizzera. Almeno questa è l’ipotesi di Piazza Affari che la scorsa settimana ha premiato realtà come l’austriaca Generali Holding o la tedesca Amb, ritenendo per contro meno probabile il ritiro dal listino di Alleanza (di cui Generali detiene il 51%). Possibile anche che il Leone proceda al riacquisto di azioni proprie, forse per un controvalore prossimo al 3%, con il risultato di migliorare la struttura finanziaria (1,6 miliardi il capitale in eccesso ma il gruppo avrebbe aperto anche alcune linee di credito con Mediobanca e Hsbc), di ottenere titoli da sfruttare in possibili acquisizioni in «carta» e di rendere più difficile un’eventuale scalata ostile. Ragionamenti che confermano il fermento che circonda la compagnia triestina che ha da poco visto Romain Zaleski, da sempre vicino al presidente di Banca Intesa Giovanni Bazoli, accumulare il 2,2 % del capitale. Mossa che ha rafforzato la presa degli italiani su un gruppo da tempo sotto gli occhi di colossi stranieri come la francese Axa. Alla riunione del Cda non è stato visto il fondatore della Tod’s, Diego Della Valle, ma l’imprenditore, che la scorsa settimana aveva chiesto un «salvavita» sulle Generali contro gli appetiti esterni, potrebbe aver seguito i lavori in videoconferenza.