Generali al Tar: «Mediobanca non ci controlla»

da Milano

Giornata milanese per le Generali: i vertici al completo della compagnia hanno celebrato in una serata di gala alla Scala il 175º anniversario della loro storia, in un «foyer de roi» della grande finanza, presenti il presidente di Mediobanca Gabriele Galateri, quello di Unicredit Dieter Rampl, l’ad di Capitalia Matteo Arpe, Salvatore Ligresti, John Elkann e tanti altri.
In mattinata il presidente Antoine Bernheim aveva condotto il primo cda dell’anno, dedicato a un esame del budget 2007, sul quale non si hanno elementi, non rientrando tra le comunicazioni obbligatorie per legge. Nessuna novità dunque, sul fronte dei numeri e quindi della spinosa questione legata alle decisioni dell’Antitrust nell’ambito della fusione Intesa Sanpaolo, che ha imposto a Generali (azionista della banca con il 5%) di aprire la piattaforma di bancassurance a un terzo soggetto oltre a Eurizon (compagnia ereditata dal gruppo Sanpaolo). Di certo in questi ultimi giorni è emerso un forte malumore per le decisioni dell’Antitrust. Malumore associato a un senso di «ingiustizia» percepito dai vertici di Generali. In proposito, né Bernhiem, né l’ad Giovanni Perissinotto hanno ieri sera alla Scala rilasciato dichiarazioni.
Un «sentimento», che si ritrova nel ricorso al Tar presentato qualche giorno fa dal gruppo a proposito di un’altra decisione dell’Antitrust: quella sull’acquisizione di Toro, che ha imposto a Generali di cedere Nuova Tirrena per eliminare una posizione dominante (35% del mercato) venutasi a creare nel mercato Danni. Ebbene, secondo fonti finanziarie e legali, il contenuto del ricorso si basa su un punto chiave, e cioè che la posizione dominante derivi dal legame di Generali con FonSai. Senza questo «contatto» (che secondo l’Antitrust è giustificato dal fatto che Mediobanca controlla Generali e che nello stesso tempo ha rapporti stretti con FonSai, la quale a sua volta ne ha con Generali) l’acquisizione di Toro non avrebbe fatto superare il 35%.
Ma Generali, nel ricorso, ha scritto che Mediobanca non controlla Generali nemmeno «di fatto» perché non ha il controllo dell’assemblea. Inoltre Mediobanca non ha rapporti con FonSai, che sarebbero dunque solo ipotetici. Così come FonSai, pur avendo il 2,4% di Trieste, non ha nemmeno un membro in cda. Il 35% non è poi una posizione dominante, essendo a livello Ue considerata tale una quota del 60-70%. Infine la soluzione di cedere Nuova Tirrena entro 12 mesi sarebbe, oltre che immotivata, anche irragionevole. E questo perché, secondo Generali, 12 mesi di tempo, al «lordo» del ricorso al Tar risultano insufficienti per un’operazione di questo tipo.