Generali: utili record, ma resta il rebus Alleanza

Il nodo della strategia nella bancassicurazione in vista di Intesa-Sanpaolo Frenano i titoli in Borsa

Marcello Zacché

da Milano

Generali approva i conti trimestrali con utili record: 538 milioni (il 23% in più del settembre 2005), per un totale di 1,94 miliardi in 9 mesi (anche qui +23%). Tanto che il gruppo annuncia la revisione al rialzo dei profitti attesi per fine anno: non più 2,2 miliardi ma «non meno» di 2,3. E il presidente, Antoine Bernheim, sottolinea che i risultati sono stati raggiunti «quasi esclusivamente dalla sua attività ordinaria».
Il mercato, che si aspettava una performance in linea con questa, ha dapprincipio spinto il titolo al nuovo massimo di 32,57 euro. Poi, però, ha approfittato del momento (le azioni hanno macinato il 15% in tre mesi) per portarsi a casa una bella fetta di capital gain, comprimendo il prezzo del titolo fino ai 31,8 euro, in ribasso dell’1,6 per cento.
Meno fluido, rispetto ai numeri, appare invece il contesto strategico. Non tanto per la prima novità: la riapertura del piano di buy back (riacquisto delle azioni proprie). Questo, annunciato a inizio anno insieme con il piano industriale, era stato sospeso al momento dell’acquisizione del gruppo Toro di giugno. Quindi è legittimo che, esaurita un’operazione da 3,85 miliardi, l’ottimizzazione del capitale economico in eccesso, stimato nell’ordine di altri 3,4 miliardi, possa passare ancora da un buy back. Almeno in attesa di un’altra possibile acquisizione. Il punto riguarda la seconda delle novità, cioè quello che ieri ha detto l’amministratore delegato Giovanni Perissinotto sulla controllata Alleanza: «Chiaramente ha capitale in eccesso e ora sta studiando i modi migliori per restituire questo capitale, per noi che siamo gli azionisti di maggioranza, ma anche per tutti gli altri azionisti». Un punto controverso perché, un paio di mesi fa, i vertici di Alleanza avevano invece annunciato di volersi tenere l’eccedenza di risorse (un miliardo circa) per eventuali operazioni. E di operazioni in vista ce n’era e ce n’è principalmente una: il rafforzamento della joint venture paritetica con Banca Intesa (Intesa Vita) in vista della fusione Intesa-SanPaolo.
Fusione che si porta in dote quel gruppo assicurativo e previdenziale integrato, Eurizon, potenzialmente concorrente di Intesa Vita. Ora, se Alleanza torna a liberare il suo miliardo, questo poterebbe essere un segnale negativo per le Generali, il cui obiettivo di essere il partner esclusivo di Intesa-Sanpaolo nella bancassurance (settore che Perissinotto ha dichiarato ieri che «tornerà a crescere»), dichiarato a chiare parole da Perissinotto, rischia di risultare ridimensionato. In ogni caso non risulta che siano state ancora prese decisioni in merito.