Una generazione cresciuta a pane e reality

Sono giovani cresciuti a «pane e Grande fratello». Di età compresa tra i 22 e i 37 anni, i concorrenti entrati ieri nella casa di Cinecittà, quando dieci anni fa andò in onda la prima edizione, ne avevano tra i 12 e i 17. Pensate ad Angelica, la più piccola, studentessa romana, che, quando stava alle scuole medie con l’apparecchio ai denti, si guardava le performance del compianto Pietro Taricone: ora non crederà ai suoi occhi di stare nella stessa casa del suo mito. Insomma, questi concorrenti conoscono tutti i trucchi del reality, dopo averne visto migliaia di ore, sanno come muoversi e anche come rispondere alle «mosse» del «Grande fratello». Ma proprio per questo i selezionatori del Gieffe scartano a priori quelli che si mostrano troppi sicuri davanti alle telecamere, quelli di cui si intuisce che dentro la casa fingeranno e puntano, da veri psicologi, sulle persone più autentiche. Ovviamente per come si può essere autentici quando si è cresciuti a «pane e Grande fratello».