La generazione degli anni Quaranta si mette in mostra

Linguaggi e tendenze differenti di 31 artisti contemporanei

Sono appartenenti a differenti ambiti linguistici e di diverse tendenze gli artisti della generazione che negli anni Quaranta operarono in Lombardia e che oggi possiamo ammirare allo Spazio Guicciardini della Provincia di Milano nella mostra Generazione anni ’40: arte contemporanea in Lombardia curata da Claudio Rizzi (via Guicciardini 6; fino al 23 marzo; ingresso libero).
«Dopo la ricerca di approfondimento e documentazione dedicata alla “Generazione anni ’50” è la volta della “Generazione anni ’40”, per poi proseguire con la “Generazione anni ’60”, tutti periodi che hanno alimentato la crescita di quest’ultima generazione giunta ben presto alla consapevolezza della crisi nel ’68 e nell’immediato successivo», spiega Daniela Benelli, assessore alla Cultura della Provincia in Lombardia.
Tra gli artisti: Sergio Alberti, Vincenzo Balena, Franco Bassignani, Edoardo Bassoli, Paolo Borghi, Wanda Broggi, Brunivo Buttarelli, Angelo Cagnone, Ferdinando Capisani, Loredana Castano, Francesco Dalmascio, Fernando De Filippi, Mario de Leo, Gioxe De Micheli, Luciano Gatti, Antonio Gennari, Pierantonio Manca, Antonio Miano, Marcello Morandini, Sandro Negri, Vincenzo Parea, Raffaele Penna, Lucia Pescador, Massimo Piazza, Dolores Previtali, Roberto Lampinelli, Stefano Soddu, Fausta Squatriti, Armanda Verdirame, Pierantonio Verga e Claudio Zanini. Un totale di 31 artisti che si integrano in un programma articolato teso all’analisi e alla documentazione dei lavori di attualità nell’arte in Lombardia.
La mostra ha anche lo scopo di monitorare la contemporaneità e i suoi linguaggi nei diversi ambiti professionali. Un motivo in più per guardare queste opere pensando al clima storico in cui sono nate, immagini che per alcuni versi sono scolpite nella nostra memoria. Sculture e pitture astratte o figurative offrono il meglio di una stagione sofferta ma laboriosa dove l’arte è stata l’espressione vincente del soffrire portando denuncia e al tempo stesso gioia di vivere. Lo possiamo comprendere ammirando le tele moderne di Libero Ferretti e Paolo Minoli, ma anche i ritratti di Antonio Miano a Charlie Chaplin e Umberto Boccioni, del 2003 e 2006, a ripercorrere un’epoca dove il sapere dipingere in maniera classica rappresentava un omaggio alla tradizione italiana. Lo stesso spirito lo troviamo nei lavori di Roberto Rampinelli con le sue nature morte, mele, fagioli, meloni, ma anche nelle sculture di Dolores Previtali. Vincenzo Balena ricorda Melotti e Angelo Cagnone Mimmo Rotella. Particolari le sculture optical di Marcello Morandini del 1990 e del 2005 in legno laccato e plexiglass in bianco e nero, proprio come era il mondo negli anni Quaranta.