La generazione dei tecno-baby

A 10 anni il 60% ha il cellulare Sette su dieci usano internet

da Milano

Dormono a fianco di un computer, sul comodino hanno il cellulare ultimo modello, navigano in Internet, partecipano a blog e comunicano tra loro scambiandosi e-mail. Poi hanno l’apparecchio ai denti e le gambette che ciondolano sotto la scrivania. Eccoli i bambini italiani del nuovo millennio: una generazione di tecno-baby. Future generazioni infarcite di tecnologia e di prodotti che vedono abbassarsi sempre di più l’età dei loro fruitori: è questo il dato che emerge da una ricerca dell’Università di Udine condotta su un campione di 1212 scolari tra gli 8 e gli 11 anni rappresentativo di tutta l’Italia. Lo studio coordinato dal professor Francesco Pira, docente di Comunicazione Sociale e di Relazioni Pubbliche della Facoltà di Lingue era nato con l’intenzione di fotografare il rapporto dei bambini italiani con le nuove tecnologie.
Tra i quesiti più significativi: i bambini italiani usano Internet? Quante ore trascorrono davanti alla play station? Hanno un loro telefonino? E, soprattutto, le tecnologie quanto hanno «adultizzato» i bambini?
CELLULARI
Inutile impuntarsi a chiedere che bisogno ha un bambino delle elementari di un cellulare. Gli serve. Punto e basta. I numeri gli danno ragione: sei bambini italiani su dieci possiede un proprio personalissimo numero di telefonia mobile. E lo utilizza per chiamare gli amici e mandare sms. Il dato fa il paio con la sovradiffusione della telefonia mobile in Italia. Quando si è chiesto chi possedesse il telefonino in famiglia si sono rilevate delle percentuali che rasentano il 100 per cento. Le mamme si assicurano il primato con il 93%, i papà arrivano subito dopo al 92%, fratelli e sorelle il 47%. Ma le differenze tra nord, centro e sud sono marcate: al nord sono il 45% i bambini che hanno in tasca il telefonino, al centro aumentano al 76%, mentre al sud addirittura nove scolari su dieci possiedono il cellulare. Per cosa viene utilizzato il cellulare da un bambino così piccolo? Al primo posto c’è l’invio di sms, al secondo per chiamare un amico, quindi per scaricare musica e infine per inviare un mms. Per quanto riguarda il numero delle ricariche mensile il campione dichiara di farne una (49%),due (26%) e tre (25%) con una spesa media di 12 euro.
COMPUTER
Un plebiscito: nove bambini su dieci possiede un computer. Il 40% ha dichiarato di averlo in camera. Ben sette bambini su dieci hanno confessato di stare al computer tutti i pomeriggi per più di un'ora al giorno. Più della metà utilizza internet: il 69% ha dichiarato di navigare per ricerche e supporto allo studio, ma anche per gioco. Ma c’è anche un 10% che chatta, un 16% che utilizza le e-mail per chiacchierare con gli amici e un 5% che partecipa addirittura a blog. «L’interrogativo è se sia opportuno lasciare che i bambini entrino in un ambiente virtuale che si caratterizza per l’anonimato, per la possibilità di creare un’identità virtuale coperta da uno pseudonimo», commenta il curatore della ricerca, professor Francesco Pira».
VIDEOGIOCHI
Ben 968 bambini su 1210 alla domanda «possiedi videogiochi?» hanno risposto sì. Di questi il 90% sono maschi e il 72% femmine. Quando è stato chiesto quale tipo di videogiochi possiedono ha prevalso nettamente la playstation con il 73%, seguita dal Game Boy con il 57% e Nintendo Ds con il 25%. I giochi fra bambini e bambine tendono sempre più a eguagliarsi. Macchinine e bambole finiscono in soffitta: proprio le femmine infatti hanno dichiarato di preferire di gran lunga la console alla tradizionale Barbie. Non solo. È raddoppiato negli ultimi cinque anni anche il tempo che dedicano ai videogiochi. Se nel 2001 era di un’ora al giorno adesso siamo passati a due. Pomeriggi intensi. Almeno virtualmente.