Generosità alla milanese una ricetta per la cultura

Non ci aveva ancora pensato nessuno, ma alla fine è arrivato anche per loro il giusto riconoscimento. Stiamo parlando dei benefattori del Comune di Milano, cittadini milanesi e no che, grazie alla loro generosità, hanno arricchito il patrimonio dei musei civici. Così ieri mattina, mentre sulla città calava decisa una bianca coltre di neve, al Teatro Dal Verme, in un’atmosfera un po’ familiare, perfino intima, il sindaco Letizia Moratti, accompagnata dall’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory e dai funzionari responsabili dei musei civici, ha celebrato ufficialmente la «Giornata del benefattore». In platea, numerosi, i protagonisti della festa, che il primo cittadino ha voluto personalmente ringraziare e ricordare, consegnando un attestato di merito a quanti, nell’arco degli ultimi quarant’anni, hanno contribuito a incrementare le raccolte civiche e gli istituti culturali di Milano con opere d’arte, reperti scientifici, beni librari e documentari, lasciti in denaro, attrezzature o arredi.
«L’iniziativa è nata quasi per caso - ha detto il sindaco nella sua presentazione -. In questi mesi ci siamo infatti accorti come aumentassero in giunta le delibere concernenti le donazioni di privati cittadini. Ci siamo chiesti cosa il Comune facesse per loro, per scoprire che non c’erano momenti di incontro. Così abbiamo pensato di istituire una giornata a loro dedicata, risalendo nel tempo fin dove è stato possibile per identificarli e festeggiarli insieme».
Il Comune ha fatto una stima del valore delle donazioni dal 1970 a oggi, rintracciando oltre mille benefattori: un patrimonio che ammonta ad oltre 16 milioni di euro. Certo, la tradizione di munificenza privata a Milano è profonda quanto radicata, se si pensa che il primo nucleo di quello che sarebbe diventato il primo tra i musei civici cittadini, il Museo di Storia Naturale, si è formato nel lontanissimo 1838, quando il nobile milanese Giuseppe De Cristoforis e il professore di botanica Giorgio Jan donarono le proprie collezioni al Comune. Dopo di allora si è creata una sorta di catena indissolubile, un vero e proprio sistema - come è stato sottolineato - che non ha eguali in Italia e probabilmente al mondo, e che comprende anche strutture ed edifici, come Palazzo Morando e Palazzo Moriggia, sede del Museo del Risorgimento. «Una rete - ha tenuto a ricordare Letizia Moratti - che continua a rafforzarsi anche oggi, con la realizzazione del Museo del Novecento di recentissima apertura, e si proietta nel futuro prossimo, con gli appuntamenti del raddoppio dell’Archeologico previsto nel marzo 2011, il Museo delle Culture Extraeuropee nel 2012 e il Museo di Arte Contemporanea nel 2013».
Impossibile nominarli tutti, ma come non citare alcuni tra i maggiori «tesori» pubblici della cultura cittadina: dal Planetario «Ulrico Hoepli» donato alla città nel 1929 dal fondatore della omonima casa editrice alla raccolta delle stampe «Achille Bertarelli» del Castello Sforzesco, alla collezione fotografica dell’architetto Luca Beltrami, nucleo iniziale del Civico Archivio Fotografico. Per continuare con la Biblioteca Trivulziana e i suoi 180mila volumi, l’Acquario Civico, la Casa-Museo Boschi Di Stefano e la sua prestigiosa raccolta di capolavori italiani del ’900. E non mancano le curiosità tra le pieghe della storia della generosità alla milanese. Come il lascito di Padre Carlo Brivio del Pime, che ha donato al Comune una collezione di oltre 370mila insetti esotici. E vale la pena citare un pezzo forte, tra i tanti: la «Madonna Lia» cosiddetta perchè donata da Amedeo Lia: un dipinto del valore di circa 2 milioni di euro, opera di un discepolo di Leonardo, esposta nella Sala delle Asse del Castello Sforzesco, che rivela come appariva il Castello all’epoca del Vinci.