Con «Genesi» la donna si fa emozione

Le opere di Elisabetta Rogai alla Galleria Schubert fino al 24 settembre

Francesca L. Caetani

La donna, le sue forme e in generale l’universo femminile nelle sue sensazioni rappresentano il tema centrale di «Genesi», la mostra di Elisabetta Rogai che si tiene alla Galleria Schubert di via Fontana 11, fino al prossimo 24 settembre.
Si tratta della prima mostra milanese per la pittrice, dopo il successo della personale tenutasi a Kyoto un anno fa e precisamente a ottobre 2005.
Sono venti gli olii su tela, di cui dieci inediti esposti. Con protagonisti dalle grandi dimensioni la personale apre il calendario di eventi della nuova stagione della prestigiosa cornice della galleria Schubert. Una location esclusiva, scelta proprio dall’artista che da sempre è dedita ad una pittura figurativa e che, in questo particolare momento, si lascia sfumare verso linee più indefinite dai colori umidi che tendono a idealizzare la forma a favore del contenuto psicologico e umano del soggetto rappresentato, senza però confonderne i tratti, come un viaggio di andata e ritorno verso una dimensione ideale fuori e dentro il corpo.
E non è un caso, ovviamente, la scelta del titolo di questa nuova personale.
«Genesi», rappresenta appunto per Elisabetta Rogai la nascita di un nuovo momento artistico, «più informale» rispetto a prima come lo definisce l’artista stessa, che, con questa mostra, apre di fronte agli occhi del visitatore un panorama nuovo sulla sua produzione.
Nata a Firenze, Elisabetta Rogai ha coltivato fin da adolescente la passione per l’arte ed è stata allieva del maestro Tiziano Bonanni. A partire dal Duemila si è dedicata esclusivamente alla pittura, partecipando a numerose collettive e personali , sia in Italia che all’estero.
A Milano la legano le amicizie e il mondo del collezionismo. «Le donne dei miei quadri sono tutte filtrate attraverso me stessa, hanno un’atmosfera rarefatta, un compromesso tra figurativo e informale - spiega la Rogai - Con questa mostra mi sono lasciata andare alle sensazioni più intime, raccontando, attraverso i personaggi delle tele, i colori, freddi, quasi lavati, trasferendo in essi, un’atmosfera rarefatta».
E continua spiegando che le donne, le sue donne tratteggiate sulle grandi tele «sono vere, quelle di oggi, con anima e personalità, felici, disperate, nei vari passaggi della loro e della nostra vita».
«Genesi» alla Galleria Schubert di via Fontana 11 fino al 24 settembre.