Dalla genetica al monastero

È cresciuto nell’ambiente intellettuale parigino del dopoguerra frequentando personalità del calibro di Igor Stravinskij e Henri Cartier-Bresson. Nato nel 1946 dall’intellettuale Jean-François Revel e dalla pittrice Yahne Le Toumelin, Matthieu Ricard sembrava destinato a una prestigiosa carriera scientifica, forte della sua laurea in genetica cellulare. Ma nel 1972 decise di cambiare vita, trasferendosi nel monastero nepalese di Shechen, dove vive tuttora. Amico personale e interprete francese del Dalai Lama, dal Duemila è membro del consiglio direttivo del Mind and Life Institute e partecipa alla ricerca scientifica sul rapporto tra cervello e spiritualità. L’anno scorso, in seguito agli studi neurologici compiuti dagli scienziati dell’Università del Wisconsin, è stato definito «l’uomo più felice del mondo». È autore di diversi saggi sul buddismo e la felicità, che sono tradotti in più lingue.