La genetica scopre i misteri del gusto

Nei paesini-laboratorio c’è spazio anche per la «genetica del gusto»: «Si verifica quanto intensamente le persone percepiscono i sapori e, in base ai dati ottenuti, si cerca una relazione fra questa capacità percettiva e il loro stato di salute da un lato (in particolare l’obesità), e le tradizioni culinarie dall’altro» spiega Paolo Gasparini, che ha realizzato i primi test a Carlantino, in Puglia. Altri sono stati effettuati a Campora, nel Cilento, e Stoccareddo, ad Asiago: si studiano la percezione dell’amaro e del salato e le preferenze del singolo, poi si cerca il legame la gastronomia locale.