Il genio e la kamikaze bionda Hollywood celebra i Versace

L’erede universale dello stilista è anche l’azionista di riferimento del marchio: è lei che ha inaugurato la nuova gestione

da Los Angeles

«Conosco i Versace da vent’anni, Gianni era un timido e dolce genio, mentre Donatella era una kamikaze bionda in pantaloni di cuoio nero e tacchi a stiletto». Quando Rupert Everett ha pronunciato questa frase guardando il pubblico con la stessa faccia di Dylan Dog, nella sala del municipio di Beverly Hills l’emozione si tagliava con il coltello. La serata è stata infatti organizzata per festeggiare il premio «Rodeo Drive Walk of Style» attribuito alla memoria dello stilista calabrese ucciso a Miami 10 anni fa e a sua sorella, che da quel giorno è il direttore creativo della griffe. Difficile quindi dividere la gioia dal dolore, il successo dalla tragedia, i ricordi belli da quelli brutti. Invece lo spettacolo offerto l’altra sera dalle star accorse in massa (300 vip su 650 invitati, costo 1,5 milioni di dollari) per celebrare il talento dei fratelli Versace, è stato eccezionale da tutti i punti di vista: magicamente sospeso tra un sorriso e una lacrima, a tratti spassoso, ma sempre pieno di poesia. «Sono qui per presentarvi la seconda bionda della mia vita: Sharon Stone», ha concluso il bravissimo attore inglese che alla diva di Basic Instinct, decisa a fargli cambiare gusti sessuali con dichiarazioni tipo: «Ci metto cinque minuti a trasformare un gay in etero», un giorno ha chiesto: «Quanto ti ci vuole per fare l’inverso?». Non a caso lei, bella da togliere il fiato, è entrata in scena dicendo: «Rupert, la settimana scorsa ho incontrato un ragazzo che è stato con te e con me, per fortuna in tempi diversi».
Subito dopo ha interpretato straordinariamente bene il suo ruolo: battere all’asta una Lamborghini Roadster Murcielago serie Versace Couture unica al mondo, per poi devolvere il ricavato alla Elton John Aids Foundation. «Con una macchina così non avete neanche bisogno dei preliminari: le donne vi saltano addosso subito, funziona meglio del Viagra», ha esordito la Stone facendo schizzare in un baleno le quotazioni da 150mila dollari a mezzo milione, sborsato da un certo Vik Kevy Lian senza battere ciglio.
Invece quando Elton John si è messo al pianoforte dopo aver ritirato il premio alla memoria dalle mani di Demi Moore, molti sbattevano le palpebre per non piangere. In frac e pantaloni rossi come i suoi occhiali ha eseguito Rocket Man e soprattutto la struggente Your Song, che dice pressappoco: «La vita è meravigliosa se tu sei al mondo». Dal 15 luglio 1997 Gianni Versace non è più in questo mondo, dove comunque restano tracce indelebili della sua immensa creatività che sarà probabilmente oggetto anche di una grande mostra a Palazzo Reale di Milano il prossimo autunno, a conclusione degli eventi in programma per il decennale della morte. «Mi terrorizza il solo pensiero, ma qualcosa bisogna pur fare», ha detto Donatella nel suo superbo abito giallo champagne tempestato di cristalli. La bionda signora del made in Italy ha dato prova di grande ironia coinvolgendo nella serata una delle sue più feroci imitatrici, Maya Rudolph. Poi ha dedicato il premio agli adorati figli Daniel e Allegra. E finalmente si è concessa un regalo: l’esibizione dei Guns N’ Roses che si sono riuniti per eseguire in suo onore Knocking on heaven’s door e Sweet Child ’o mine. Forte e coraggiosa come una Piccarda dantesca, la stilista sulla sua placca incastonata in Rodeo Drive ha fatto scrivere: «Vedersi in costante evoluzione è l’essenza dello stile durevole».