«È un genio: i suoi difetti li trasforma in pregi»

«Artista dei volti, sapeva sfruttare il mio al meglio»

Caro Giancarlo Giannini, cosa ha imparato dalla Wertmüller?
«Moltissimo. Non ho mai trovato altri registi che sapessero sfruttare così bene le qualità, e anche le non qualità, di un attore».
È vero che sul set era molto esigente?
«Verissimo. Però era anche divertente girare con lei. Da Fellini aveva imparato tanti trucchi, giocavamo molto con la macchina da presa».
Scrive Lina: «Giannini ha dato il meglio con me...».
«Sì, sapeva sfruttare il mio volto al meglio. Lina è un’artista del primissimo piano, un genio sulle facce. Lavorava sugli occhi come nessun altro».
Insieme avete fatto otto film... Il primo fu Rita la zanzara con la Pavone. Difficile chiamarlo capolavoro...
«Però aveva i suoi meriti, come la grande eleganza. È stato girato in venti giorni e aveva un cast con eccellenti attori, da Bice Valori a Turi Ferro, da Nino Taranto a Peppino De Filippo».
Lei e la Melato siete stati un tandem memorabile. È vero che oggi vi vedete poco...
«Sì, i nostri sono due mondi diversi. Lei fa molto teatro, io mi dedico più al cinema. Ora sono a Praga per il nuovo 007».
Le risulta che i produttori volessero Buzzanca per il ruolo di Mimì, ma che la Wertmüller si impuntò su di lei?
«Lina me lo raccontò solo dopo. Buzzanca è un grande attore, sarebbe stato un ottimo Mimì, anche se diverso dal mio».
Lei è scrupolosissimo. Lina racconta che per studiare il ruolo di Mimì girò venti giorni per la Sicilia...
«Più due mesi per l’esattezza. L’azione si svolgeva a Catania e io sapevo poco dei siciliani. Così noleggiai un’auto e con macchina fotografica, cinepresa e registratore me ne andai in giro in quel mondo straordinario».
La Wertmüller scrive che fu la visione di un gatto rosso a costruire su di lei il personaggio dell’anarchico Tunin in Film d’amore e d’anarchia. Strepitoso con le efelidi e i suoi occhi verdi...
«Mi diceva che per quel ruolo occorrevano tre cose: il sorriso di un gatto, l’occhio di una mucca e la postura di una quercia».
Chi è Lina?
«Un genio imprevedibile, pieno di difetti che riesce a trasformare in pregi».