Il genio in una mostra impossibile

«L’arte di Caravaggio è stata eretta a mito universale proprio perchè sarebbe nata da un precario equilibrio tra ansia assoluta e persino crudele di rappresentare la Realtà nella sua esplicita e disarmante evidenza...». Parole di Claudio Strinati, storico dell’arte che con altri esperti hanno contribuito a mettere a punto una tecnica fotografica e di immagini, firmata Rai, relativa alla mostra «Caravaggio. Una mostra impossibile» a cura di Renato Parascandolo che si aprirà il 10 novembre a Palazzo della Ragione e che chiuderà i battenti il 13 di febbraio.
Si tratta di 65 immagini che raccolgono 65 opere, praticamente tutti i capolavori di Michelangelo Merisi, un’evento unico perchè i dipinti sono riprodotti ad alta definizione e in digitale nel rispetto delle dimensioni, dei colori, delle luci originali, pensate dal genio del Merisi; l’itinerario cronologico facilita a comprendere l’intero percorso caravaggesco disseminato in musei e chiese.
L’evento milanese di Piazza Mercanti 1, creato anche in collaborazione con il Ministero per i Beni Culturtali, chiude le celebrazioni organizzate da Arthemisia, dall’Assessorato alla Cultura del Comune, dalla Rai e da Palazzo della Ragione, per il quarto centenario della morte del maestro lombardo (1571-1610). La mostra è suddivisa in tre fasi: gli esordi, la maturità, il periodo che precede la prematura scomparsa di Caravaggio. Film, documenti storici, spettacoli a tema, sfilano in un’atmosfera che sembra farci sentire il respiro del maestro davanti alle sue tele, riprendendo i concetti di Benjamin e Malraux sulla riproducibilità di un’opera e sulla democratizzazione della stessa. Un sottofondo musicale di madrigali, cantati da un coro di quattro voci, pervade l’ambiente attorno a «Riposo durante la fuga in Egitto» (1596), le due versioni del «Giovane che suona il liuto» (1596-97) e «Amore vincitore» (1602).