Un genitore della Olga Rovere: «Mia figlia mi indicò la casa degli imputati»

Al processo per i presunti abusi sessuali subiti da 21 bambini della scuola materna di Rignano Flaminio parlano i papà e le mamme dei piccoli. La difesa: «Solito clichè». Parte civile: «Riscontri puntuali»

Parlano i genitori al processo per i presunti abusi sessuali su 21 bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. E aggiungono particolari importanti sulle modalità con cui avrebbero capito che qualcosa di terribile sarebbe accaduto ai loro bambini mentre erano all'asilo. «Con mia figlia - racconta una mamma - feci il gioco dell'autista. In pratica, andando a fare la spesa mi dava indicazioni precise su quale strada percorrere, segnalandomi cartelli, bidoni della spazzatura e altro; tutte zone che non era nostra abitudine percorrere. E facendo così arrivava davanti casa di due degli imputati dove lei diceva di essere andata e nelle quali faceva "giochi brutti"».
Il processo si svolge come sempre a porte chiuse. Quattro i genitori denuncianti sentiti dai giudici. In aula, sul banco degli imputati, ci sono le maestre Marisa Pucci e Patrizia Del Meglio, con suo marito Gianfranco Scancarello, autore Tv. Sono accusati, a seconda delle posizioni, assieme alla maestra Silvana Magalotti e alla bidella Cristina Lunerti, di violenza sessuale di gruppo, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloqui e atti contrari alla pubblica decenza. A fine udienza, come sempre, su fronti opposti i commenti di accusa e difesa. Per l'avvocato Roberto Borgogno, difensore dei coniugi Scancarello-Del Meglio, «le dichiarazioni delle persone offese sono sempre più contraddittorie». «Seguono ormai un consolidato clichè - continua il legale - che porta a contraddizioni tra quanto denunciato e quanto dichiarato in aula». Secondo i difensori di parte civile, invece, i racconti dei genitori sono come sempre «puntuali, dettagliati e già riscontrati in sede d'indagine». «Ogni volta - sottolineano gli avvocati Antonio Cardamone e Luca Milani - si hanno ulteriori specificazioni in relazione sia ai "giochi" cui venivano sottoposti i bambini, sia alle località dove venivano portati».