Genitori e studenti sono entusiasti: macché discriminati

Gli studenti della «prima D» e il loro destino sono ormai oggetto di pubblico dibattito. La decisione della preside Cirlini è stata tacciata di «ghettizzazione» e persino di «favoritismo». Ma i diretti interessati non si sentono discriminati. Erano stati informati prima dell’inizio dell’anno scolastico, e si sono detti entusiasti della possibilità di saltare un anno, se saranno abbastanza diligenti da recuperare brutti voti e lacune. E anche i loro genitori approvano. Il problema è, piuttosto, che i posti sono limitati: per quest’anno, soltanto venti.