Genitori in piazza con i camper: «Nessuno tocchi il tempo pieno»

Due camper da ieri sono in giro per la città per raccogliere le iscrizioni al tempo pieno. «Abbiamo predisposto due diversi moduli da far sottoscrivere alle famiglie – spiega Alberto Ciullini, un genitore della scuola di via Muzio che coordina l’iniziativa - Il primo di conferma dell’organizzazione scolastica così come è sempre stata per tradizione a Milano, ossia con quattro ore di compresenza settimanali, e il secondo di iscrizione dei bimbi che devono frequentare la prima elementare perché anche per loro venga assicurato lo stesso tipo di servizio scolastico».
Il giro dei camper è partito ieri pomeriggio da piazza della Scala, dove in tanti si sono fermati per chiedere informazione e per avere i moduli. Tante le bandiere gialle, sventolate dai genitori e dai bambini, con la scritta «Io non ci sto». «Ci ha sorpreso – continua Ciullini – che anche molti insegnanti si siano fermati per chierici il significato dell’iniziativa: nemmeno loro sapevano che i moduli allegati alla circolare delle iscrizioni sono solo indicativi e che le singole scuole nella loro autonomia possono decidere di muoversi come meglio credono». Dopo piazza Scala i camper gireranno per tutti i quartieri della città, soprattutto davanti alle materne dove appunto sono presenti i genitori dei bimbi che il prossimo anno dovranno passare alle elementari. «Contiamo di lavorare in questa prospettiva per un paio di settimane – ricorda Alberto Ciullini – per arrivare al 14 febbraio, quando abbiamo in programma una manifestazione cittadina a sostegno del tempo pieno. Perché siamo convinti che le quaranta ore settimanali promesse dal ministro Gelmini di per sé non soddisfino la nostra richiesta. Noi insistiamo perché vengano mantenute anche le compresenze, perché solo attraverso queste risorsa la qualità della scuola viene garantita. In caso diverso gli insegnanti sarebbero costretti a rinunciare a tutte quelle iniziative che consentono di offrire delle attività di apprendimento che meglio corrispondono alle esigenze di una classe.
Soprattutto quanto si deve pensare di assicurare a tutti una vera integrazione e a tener conto dei diversi livelli di preparazione, sia nel caso dei più deboli che devono recuperare, sia nel caso dei più dotati che hanno bisogno di essere impegnati a seconda dei loro interessi».
Dopo la manifestazione i promotori delle iscrizioni alternative porteranno i moduli raccolti direttamente presso l’ufficio scolastico regionale perché ne tenga conto nel momento in cui dovrà assegnare gli organici alle scuole. Una prospettiva dall’esito peraltro incerto, perché le compresenze non sarebbero più previste.
Tuttavia al termine di un confronto con gli assessori regionali, questa circostanza è stata congelata per una settimana e il ministero si è riservato una decisione definitiva. Almeno per le compresenze già in atto.