Gennaio 2007: la «Superbanca» sbarca in Borsa

da Milano

Ultimo cenone di San Silvestro per i soci Sanpaolo che dal 2 gennaio diranno addio a Piazza Affari dopo 15 anni per prendere posto in Banca Intesa. A quel punto la superbanca Intesa-Sanpaolo sarà una cosa sola anche per gli investitori, completando il percorso di avvicinamento già sancito dalle assemblee.
Ultimo atto ufficiale la firma all’atto di fusione posta ieri alle 11 del mattino a Torino dai due presidenti Giovanni Bazoli ed Enrico Salza, mentre Piazza Affari spingeva al rialzo sia Intesa (più 2,53% a 5,59 euro) sia Sanpaolo (più l’1,93% a 17,33 euro) per un concambio implicito di 3,1 titoli contro uno (3,115 quello fissato dai cda). Corsa sostenuta anche dai fondi di investimento, impegnati a prendere le misure con l’accresciuto peso del nuovo gruppo nell’indice Euro Stoxx di riferimento. Dal 2 gennaio il centro della scena tornerà tuttavia a essere Milano, dove Bazoli presiederà il consiglio di sorveglianza chiamato a decidere la composizione del comitato di gestione affidato all’amministratore delegato Corrado Passera. Sicura nell’organo esecutivo (11 i posti) la presidenza di Salza, che dovrebbe avere come vice Orazio Rossi. Più complesso, invece, il gioco di pesi e contrappesi dell’intera squadra che dovrebbe includere per Torino Virgilio Marrone (Ifil), Emilio Ottolenghi, Gianluigi Garrino e Giuseppe Fontana.
Cui si affiancherebbero per Ca’ de Sass, Elio Catania (ex presidente delle Fs), Eugenio Pavarani e Giovanni Sala. Nella rosa rientrerebbe anche l’amministratore delegato delle Generali, Giovanni Perissinotto, confermando così la presa del gruppo del Leone su Intesa che avrà come vicepresidente Antoine Bernheim. Legami oggetto delle attenzioni dell’Antitrust insieme al nodo della bancassurance e a quello territoriale. In cambio del via libera alle nozze, parte della rete in eccesso è già stata promessa all’Agricole. Che ha a sua volta ufficializzato l’aumento di capitale da 4 miliardi per costruire il nuovo dominio diretto italiano imperniato su Cariparma e Friuladria. In prospettiva Parigi alleggerirà il proprio impegno in Intesa-Sanpaolo, dove nel frattempo si è registrata la stretta del cosiddetto Gruppo Lombardo (3,67%), in seguito alla mossa con cui Romain Zaleski ha rilevato oltre il 2% del Sanpaolo per prevenire un’eventuale azione ostile da parte del Santander che aveva da subito giudicato inadeguato il concambio. A Torino, dove ieri c’è stato un incontro con il presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, qualche malumore rimane anche in attesa di verificare sempre il 2 gennaio quale sarà la prima linea del management. Perplessità giudicate però «fuori luogo» da Bazoli, ribadendo come «questa operazione darà benefici molto più di qualsiasi altra che Sanpaolo avrebbe potuto fare arroccandosi su Torino». La fusione «è un modo per rilanciare tutto il Nord-Ovest», ha proseguito il banchiere secondo cui «facendo un bilancio del 2006 sia in Italia che all’estero» le nozze sono valutate «tra i fatti più positivi per il nostro Paese».