Genoa, 100 abbonamenti al giorno levano la C di torno

Paola Balsomini

da Genova

«Sono arrivato al botteghino di corsa, pensavo di non fare più in tempo e invece ho recuperato un abbonamento dei Distinti». Lui, Gianni, 37 anni, rigorosamente genoano fino al midollo, venerdì sera, in extremis, si è accaparrato la tessera numero 15mila e 1. Duecentottanta euro per assistere a Genoa-Pizzighettone, con l’unica variante, rispetto a una semplice partita casalinga, di dovere anche recarsi al Delle Alpi, in campo neutro, di notte, per la squalifica del Ferraris.
Stranezze del calcio, verrebbe da pensare. E invece a Genova di strano non c’è proprio nulla. In tredicimila avevano acquistato la tessera per assistere a tutte le gare del Grifone. Altro particolare: la squadra era in serie A e a Marassi sarebbero dovute arrivare Inter, Milan e Juventus. Centonovanta euro per la Gradinata nord. Volatilizzata in un giorno. Fino a salire, con i prezzi allineati con quelli delle altre squadre della massima serie. Poi il tribunale, le sentenze, la serie C. Preziosi aveva garantito il rimborso: «Perché avevano comprato la tessera per vedere un’altra categoria». Nessuno lo ha chiesto. L’orgoglio rossoblù, viene da pensare. E invece no, perché la campagna acquisti, dopo qualche giorno di stasi per metabolizzare, è ripartita: 36 tessere, 50 poi 100, e avanti fino a superare quota 15 mila. Stessi prezzi, ovviamente, ma ai supporter del Vecchio Grifone non interessa: «Noi ci crediamo - continua Gianni - crediamo in questo presidente che ha sempre mantenuto le promesse. Tra due anni saremo di nuovo in serie A». Non è orgoglio, è semplicemente amore incondizionato.
E non c’è da stupirsi se saranno quattromila i genoani che oggi raggiungeranno Ravenna per assistere al debutto della squadra di Vavassori, se centinaia di tifosi hanno assistito agli allenamenti della squadra a Ronco Scrivia, magari per salutare il fuoriclasse Milito e accogliere a braccia aperte «Qualcuno che arriva da qualche squadra».
Quindicimila abbonati, un’enormità per la categoria, anche per la serie B. Eppure dopo 35 anni il Genoa si ritrova negli inferi della serie C, «Ma cosa importa. La fede non retrocede».