Genoa in alto mare i tifosi s’aggrappano al sommergibile Toti

Le idee più strane dei rossoblù, dal campionato indipendente al trasferimento in Inghilterra

Paola Balsomini

«Genoa in A, o il Toti non passerà». Questa scritta è apparsa ieri mattina a Milano, in via Olona, proprio di fronte al museo della Scienza e della Tecnica dove oggi, all'alba, arriverà il sommergibile «Toti». La scritta, pitturata a mano con un pennarello blu, è comparsa su alcuni cartelli che ieri imponevano il divieto di sosta. Una «goliardata» probabilmente di un tifoso genoano ma la scritta minacciosa è bastata ad allertare le forze dell’ordine del capoluogo lombardo, preoccupate per un attacco terroristico. Invece è proprio da quei tifosi genoani che non hanno usato la violenza ma che hanno manifestato insieme ai bambini, da quelli che hanno sfidato il caldo indossando una sciarpa rossoblù nei cortei, che sono partite le iniziative e le idee più divertenti. C’è stato il tentativo di boicottare «Toti» ma ci sono stati anche atti di solidarietà come quello di ripagare un’Ape data alle fiamme nella notte dei disordini con una colletta via internet. Un bel gesto seguito anche da idee bizzose e simpatiche. E così in questa estate rossoblù le iniziative di protesta, nei tam tam dei siti internet, non si fermano. La prima in ordine temporale è stata quella di staccarsi dal campionato italiano e chiedere l’affiliazione al campionato inglese. Potrebbe esserci in effetti qualche problema di regolamento, ma perchè no, il Genoa potrebbe anche chiedere di partecipare per la prossima stagione alla Premier League, come del resto già suggerito da più di un supporter affascinato, non a torto, dal calcio inglese. Nulla di strano, se non fosse che i tifosi dovrebbero sopportare trasferte decisamente troppo lunghe e dispendiose. Poi c’è stata l’idea di boicottare le gare della Sampdoria. In che modo? Affittare un aereo, sorvolare su Marassi e lanciare carichi di letame esattamente al fischio d'inizio. Insomma, nonostante il momento decisamente poco felice, in molti non hanno perso il buonumore. E c’è anche chi ha lanciato un messaggio in realtà raccolto da pochi: «Gemellarsi con i sampdoriani». Già, proprio i «famigerati cugini», quelli(?) che hanno espresso solidarietà al popolo rossoblù e hanno deciso di gemellarsi per dichiarare guerra al Palazzo. E le iniziative autonomiste? La prima è stata quella del Mil, il gruppo che da anni chiede l’autonomia della Liguria: «La scelta di difendere la posizione della squadra - dicono - è dovuta al fatto che essa rappresenta un simbolo per la città e che tutta la città ne sarebbe ferita se il Genoa non dovesse giocare in Serie A». Ma qualcuno, in verità, ha chiesto anche di andare giocare nel campionato di un’altra repubblica, quella di San Marino. Insomma, ogni idea è valida. Soprattutto se può riportare il sorriso in un momento non proprio felice.