Genoa, aria di falso sulla condanna in «C»

Diego Pistacchi

La sentenza scritta prima di iniziare il processo? Non è tutto. Se serviva la prova che il Genoa è stato condannato dalla Figc a priori, il presidente Enrico Preziosi la offre al procuratore capo Francesco Lalla in tutta la sua evidenza: anche il comunicato ufficiale n. 6/c, quell´unico atto formale che ha valore ed efficacia per tutti i tesserati, ha tutta l'aria di essere un falso.
Addirittura c´è un fondato sospetto che quel comunicato non sia mai neppure esistito, almeno non redatto e firmato dalle persone che avevano il dovere di farlo e soprattutto non nelle date riportate nel testo. Insomma, la Federcalcio per condannare comunque il Genoa con la famosa «sentenza esemplare» potrebbe aver commesso reati come «truffa, uso di atto falso, ovvero falsità materiale e ideologica».
La tesi portata avanti da Preziosi è tutta in un secondo esposto-denuncia che è ormai nelle mani della magistratura genovese. Che, sulla base della ricostruzione fornita con l´ausilio dell´avvocato Maurizio Mascia, ora potrebbe ritenere persino superata la famosa perizia informatica che tanto era stata attesa e che aveva già confermato i sospetti di una sentenza «preconfezionata».
C´è di più. Sembra incredibile, ma la stessa Federcalcio, nel tentativo di correre ai ripari per il pasticciaccio delle date, ha emesso il 24 marzo 2006 una nota stampa che darebbe soltanto conferme alle accuse del patron del Genoa. (...)