Il Genoa aspetta il sequestro della sentenza e rivuole la A

Documento scritto prima del processo: la Figc nei guai rischia molto

(...) retrocesse per lo scandalo-Moggi. Ecco che infatti Preziosi e l’avvocato Mascia spiegano la scelta di non divulgare il testo della perizia. «La presente determinazione, oltretutto - si legge nel comunicato a doppia firma - è dettata da un atteggiamento di doveroso rispetto nei riguardi del professor Guido Rossi, al quale è stata affidata un’opera bensì prestigiosa, ma estremamente faticosa e difficile, che verrebbe certamente complicata qualora si intensificassero gli attacchi mediatici alle più alte istituzioni della giustizia sportiva, proprio in questi giorni colpite da un fuoco di fila senza precedenti».
Il caso-Genoa, insomma è parte integrante dello scandalo che ha travolto il mondo del calcio. E la società risulta danneggiata. Ma l’inchiesta della procura genovese può influire sulla giustizia sportiva? Eccome. Anche perché quando aveva affidato la perizia, il procuratore Lalla aveva davanti a sé un possibile esito della vicenda che ora, dopo la risposta degli esperti, sembra il più praticabile. E anche il più clamoroso. La sentenza con cui il Genoa è stato retrocesso in serie C potrebbe essere sequestrata per falso. L’unico atto ufficiale considerato valido per la determinazione del campionato di appartenenza del Genoa verrebbe «preso in consegna» dal magistrato. E l’accusa di essere un falso clamoroso, per di più corroborata dalla perizia di esperti super partes, imporrebbe alla Figc e al suo commissario straordinario di prendere una decisione in merito.
Insomma, la richiesta di risarcimento danni multi milionaria per Preziosi sarebbe legittima ma anche affidata a un iter giudiziario assai lungo. La Federcalcio, dal canto suo, rischierebbe una condanna pesante. E quindi entrambe le parti avrebbero motivi per evitare questa soluzione. Un accordo che soddisfi il Genoa e Guido Rossi si potrebbe anche trovare, evitando così che la vicenda si faccia sempre più delicata.
L’inchiesta del procuratore capo di Genova infatti potrebbe puntare a cancellare ora un altro dei dubbi rimasti. Assodato che il processo alla Caf è stato sostanzialmente inutile perché predeterminato nel suo esito, Lalla dovrà cercare di cancellare quella dicitura di reato «a carico di ignoti» con cui è stato aperto il fascicolo. Se falso in atto pubblico c’è stato, qualcuno dovrà pur averlo commesso. E l’eventuale sequestro della sentenza, con la successiva ipotesi di accordo transitorio tra Genoa e Figc potrebbe portare a un ritiro della denuncia di Preziosi. Il reato di falso in atto pubblico, in realtà dovrebbe comunque essere perseguito d’ufficio, ai magistrati resterebbe comunque l’onere di andare a fondo della cosa, ma con la parte lesa, cioè Preziosi e quindi il Genoa, meno interessati alla conclusione delle indagini, la pressione sulla procura di Genova sarebbe assai minore.
Nessuno, e tantomeno il Genoa, si azzardano a pronunciare una sola frase che faccia cenno a un ripescaggio in serie A, ma è chiaro che ogni speranza andrebbe comunque coltivata solo in seguito alla promozione in serie B attraverso i play off. E a questo proposito, la squadra continua la preparazione in vista della trasferta di Salerno, confermata per domenica. In Campania sono anche già allo studio le misure per l’ordine pubblico in vista dell’arrivo dei tifosi rossoblù. A Salerno potrebbe essere riproposta quella tecnica da «zona rossa» provata durante il G8 del 2001 e replicata alla Spezia per la sfida al vertice tra bianconeri e rossoblù. Le strade della città verranno infatti nuovamente blindati con i container. Ma la delicatezza della trasferta sarà soprattutto dettata dalla sfida in campo.