Genoa, attacco extra-lusso per sognare ancora l’Europa

Vendetta del Grifo che artiglia il Ciuccio e resta a ridosso delle Sette Sorelle. Così vanno le cose nel calcio, che fa parlare e tacere a breve giro di posta. Il Genoa ne prende 6 (a uno) a Napoli: finalmente via Malesani. E dentro Marino: che con un Gilardino (primo rinforzo di gennaio) in più e un Palacio in meno ne becca 3 (a zero) a Cagliari. Poi viene a Marassi l'Udinese e il Genoa, con uno straripante Biondini (secondo rinforzo) e il rientrante Palacio, s'impone (3-2) con tale effervescenza da indurmi a scrivere: «Grifone nuovamente a ridosso delle Sette Sorelle. E da lì, con uno Sculli in più, chi lo scardina più?». Non l'avessi mai fatto: come Sculli (terzo rinforzo) riveste il rossoblu, Marino perde Rossi, Veloso e Constant che raggiungono in infermeria Kaladze, Dainelli e Moretti. Il Grifo va a Palermo e ne prende 5, affondato su calci piazzati. Però lottando in rimonta e facendone 3: dettaglio non da poco. Ma come la mettiamo con il Napoli dei tre tenori che viene alla conquista di Marassi? Per fortuna del Grifo il Ciuccio si sfianca tre giorni prima eliminando l'Inter dalla Coppa Italia, sicché al sagace Marino basta recuperare l'antico campione Kaladze per reinfondere fiducia nei Granqvist e Moretti a guardia del grande Frey troppo spesso incolpevolmente beffato e presentare al Ferraris un solido e accorto «4-4-2» comunque in grado di colpire e far male: come puntualmente risulta grazie alla lussuosa coppia di punta Gilardino-Palacio.
Il resto è demandato alle ultime mosse di Preziosi sul mercato che chiude stasera. Nessuno s'aspetti la «bomba» (Immobile sarà semmai l'erede del Gila). Ma un doveroso rinforzo in difesa (il brasiliano Carvalho) e a centrocampo (Pazienza o Belluschi) sì. Con 5 doverosi aggiustamenti di gennaio, questa è la cifra tecnica ideale del Grifo di Preziosi: parte sinistra del tabellone di serie A, sperabilmente a ridosso del 6°/7° posto, dando possibilmente spettacolo. Faccio mentalmente scorrere il film di ciò che ho visto in casa Grifo dal 1946 ad oggi e dico ai tifosi: siate contenti, ce n'è d'avanzo.
Comunque vada a finire su sponda blucerchiata, una cosa è certa: nessuno avrà voglia di salire sul carro di Sensibile e compagni. Quand'era in arrivo Eder mi son chiesto: basterà? Rispondendo che il «modo» del 12° pari raccolto dalla Sampdoria (col Livorno) indirizzava decisamente al no. Ora che con la mortificante prestazione di Gubbio i pari sono saliti a 13 (dopo il 2-2 d'acchito col Padova, sei 1-1 e sei 0-0) in 24 gare, a chi avesse il coraggio di dirmi «stasera battiamo l'Empoli (ore 20,45, Ferraris) e magari, per via degli intriganti intrecci delle sei squadre che ci precedono, ci ritroviamo di colpo a un punto o due dal 6° posto promesso» rispondo: beh, fatemi vedere «come» battete l'Empoli, poi «come» vi confermate a Grosseto...Dice Iachini guardando il bicchiere mezzo pieno: «Siamo la terza difesa del campionato». Allora spiego al mister - bicchiere praticamente vuoto - che dopo il demenziale autoaffondamento in B dalla Champions la Sampdoria è ripartita, parola di Sensibile, per trovarsi adesso, anziché al 12° posto, dove stanno Sassuolo e Pescara, o almeno Torino, Padova e Verona. Dice: ora, a dar man forte a Eder, arriva il bomber Pellè al posto del deludente Piovaccari che va a Brescia. Beh, speriamo non si tratti dell'ennesima fregatura appunto da parte di chi, chiamando in panchina Calori e rifilando alla Sampdoria quel Don Juan che infastidiva El Kaddouri, ha vinto le ultime 5 partite in fila (10 gol fatti, zero subiti), beffardamente scavalcando e distanziando i blucerchiati. Il fatto è che l'ultimo dei problemi qui era l'attacco, seguito dalla difesa. Ha già capito Eder cosa voglia dire giocare di punta in una squadra che non ti accompagna. Per esemplificare senza esagerare, qui ci volevano esterni bassi e di centrocampo alla Balzano e Cascione (Pescara), Dicuonzo, Erpen e Zito (Juve Stabia), Gazzola (Sassuolo) e Bazzoffia (Gubbio); registi alla Verratti (Pescara), Cofie e Magnanelli (Sassuolo); mezz'ali toste come Kurtic (Varese), Missiroli (Sassuolo) e Di Gennaro (Modena). Quanto all'allenatore (Iachini si qualifica impiegando nei 3' finali Piovaccari e/o Bertani…), prima di Di Carlo e Cavasin qui c'era Pea alla Primavera e lo si è lasciato andare a lucidare il «3-5-2» del Sassuolo che se la vede testa a testa col «4-3-3» del Pescara di Zeman. Speriamo che prima della fine, come un tempo salvificamente ricorsero a Marotta, i Garrone chiamino Bigon a fare piazza pulita.