Genoa beffato per ingordigia

La sconfitta che sa di beffa 'cercata' arriva a due minuti dal termine. Il Cesena segna in contropiede e si aggiudica i tre punti con il minimo sforzo. E ora il Genoa diventa un rebus: sta bene, domina l'incontro, ha una panchina importante, ma non conclude, o conclude poco, verso la porta. Ad Arezzo così raccolse un punto, ieri al Manuzzi nemmeno quello. Beffa cercata perché pur creando molto la squadra rossoblù si è fatta sorprendere per ben due volte sui due gol dei romagnoli che sono anche le uniche azioni della squadra di Castori nella ripresa. Succede tutto nel secondo tempo dopo che la squadra di Gasperini aveva dominato i primi 45 minuti di gioco lasciando però intonsi i guantoni di Sarti. Il Grifone va all'arembaggio, ma viene beffato al 26' da Pellé libero di colpire di testa. Quindi ritorna in partita con 'Lupo' Greco al 35', ma al 44' viene battuto da un contropiede di Salvetti che pesca Pellicori solo, soletto per il definitivo vantaggio dei romagnoli decimati in attacco già nel primo tempo per gli inforuni di Papa Waigo e Piccoli. La sconfitta sembra così figlia dell'eccessiva avidità della squadra di Gasperini di cercare a tutti i costi la vittoria dopo un pareggio, comunque importante per la classifica e conquistato nel finale.
RUBINHO 5.5. Inizialmente sicuro tra i pali e nelle uscite non convince sul gol di Pellé sul quale, va detto, pesa in maniera determinante l'errore di posizione di Galeoto. Incolpevole sul raddoppio cesenate.
ROSSI 6. Non è un errore di battitura. Dopo il portiere negli schemi di Gasperini oggi c'è proprio lui nell'insolito ruolo di terzino di spinta che si prodiga in perfette diagonali sulla sinistra e si immola con un giallo che gli costerà la trasferta di Crotone.
DE ROSA 5.5. Sicuro negli anticipi sembra un po' troppo innamorato del suo ruolo offensivo.
CRISCITO 5. Sbaglia la diagonale su Pellicori che realizza, ma è troppo solo là dietro nel finale. Il resto della partita è normale amministrazione.
GALEOTO 5. Meriterebbe sei e mezzo per l'applicazione e la percussione sulla destra. Poi però si dimentica di Pellé che segna di testa.
CAROBBIO 5.5. Né carne né pesce. E' un vice prima di Milanetto, poi quando entra il regista diventa vice di Coppola. Resta un vice pur sfiorando nel finale il gol con un tiro teso.
COPPOLA 6. La sua spalla ideale è Milanetto. Lotta come sempre. Dal 12 st Milanetto 6.5 Inizialmente in panca perché non al meglio mostra ancora una volta che senza di lui il film si gira male.
FABIANO 7. Sulla sinistra è incontenibile, sopratutto nella ripresa quando lo va ad aiutare Leon. Dal suo piede partono cross dalla tre quarti e dal fondo. Da uno di questi Greco realizza il temporaneo pari.
LEON 6. Intelligente e irrazionale, croce e delizia. Butta via alcuni corner poi conquista punizioni importanti e dà il là al gol di Greco.
GASPARETTO 6. Il pennellone dipinge palloni per i compagni con le sue 'spizzate'. Le dà, ma sopratutto le prende. E l'arbitro non lo tutela neanche quando sui suoi fianchi in area romagnola compare una cintura umana. Dal 30' st Di Vaio sv.
BOTTA 5.5. Sacrificato e intermittente. Dal 7'st Greco 6 Più che sufficiente per il bel gol realizzato (secondo consecutivo, ndr) che fa capire come la porta per lui sia tornata ad essere grande, ma non per il letargo in cui Lupo piomba dal suo ingresso fino al 20' della ripresa.
GASPERINI 5. Un punto a dieci minuti dal termine con il Napoli sconfitto a Crotone è risultato da portare a casa nel girone di ritorno. E invece tutti avanti e arriva la sconfitta. Non convince quando toglie Coppola.
AYROLDI 5. Anche Treossi, ex arbitro e team manager del Cesena lo ammette alla fine della partita: «In almeno in una delle due cadute di Gasparetto c'era rigore». Basta il commento di un ex collega per capire che la prova di Ayroldi è insufficiente. E poi spicca il numero dei falli 26 del Cesena, 11 del Genoa a cui non corrisponde quello dei gialli sventolati: tre per parte.