Genoa, col Novara tre punti formato serie B

Luca Russo

Ci sono momenti del campionato che gli almanacchi poi archiviano come decisivi perché capaci di dare un impronta indelebile alla stagione. E la sensazione è che Genoa-Novara in programma questa sera allo stadio Luigi Ferraris in un inconsueto posticipo al martedì, figlio di un calendario sclerotico, lo sia. Non tanto per i valori tecnici a confronto, ma per l'effetto che il risultato potrebbe portare. Una vittoria del Grifone proietterebbe infatti i rossoblù a otto punti di distacco dalla seconda, lo Spezia, e nove dalla terza, il Padova.
Un vuoto teoricamente di quattro partite se si calcola che gli aquilotti viaggiano ad una media di 1,3 punti ad incontro e che difficilmente potrebbe essere colmato. Insomma una partita che vale più dei tre punti in palio. Giovanni Vavassori ne è consapevole e in settimana ha cercato di tenere alta la tensione del gruppo mischiando le carte e proponendo anche moduli alternativi. Sarà la prima partita senza il capitano Giovanni Tedesco che ha lasciato tutti per il Palermo, per Palermo, la sua città. Sarà la prima partita con Vincenzo Moretti in campo dal primo minuto. E la presenza dell'terzino sinistro accanto agli uomini schierati a Fermo e contro il Padova consente una certa elasticità.
Il tecnico rossoblù potrebbe proporre un 3-4-3 con il neo acquisto schierato sulla linea dei centrocampisti, ma si potrebbe affidare anche ad un più prudente 4-4-2 con Moretti nel reparto difensivo e con Rossi a centrocampo. Un modulo quest'ultimo che darebbe più libertà a Iliev in attacco accanto a Grabbi. C'è infine la possibilità che si confermi il modulo delle ultime due partite. Quel che sembra certo è che invece Lopez partirà ancora una volta dalla panchina per consentire alla punta paraguaiana un inserimento graduale.
Di fronte ci sarà un Novara corsaro nelle ultime due trasferte a San Marino e a Cittadella, ma anche decimato da infortuni e dalle cessioni figlie di un ridimensionamento societario. L'ultima sfida tra le due squadre al Ferraris finì 1-1. Era il 6 giugno del '76 e il Genoa dopo due giornate festeggiò la promozione in serie A. Uno a uno, come il risultato dell'andata, ma ora per la storia serve una vittoria.