Genoa contro la cabala del sette e del nove

Genova e Napoli. Due città uguali per vari motivi, ma altrettanto diverse nello stesso tempo. Se in comune hanno i carruggi e le bellezze artistiche, assai diverso è il carattere di chi ci vive. Chiusi e «mugugnoni» i genovesi, estroversi e cabalistici i napoletani. Che per la sfida di stasera hanno in mente due numeri da giocare. Un ambo secco sulla ruota di Genova e Napoli. Il 7 e il 9. Sette perché sperano che dopo sei partite senza vittorie, dal ritorno in Serie A di entrambe le squadre, finalmente gli uomini di Mazzarri possano interrompere questa serie negativa. Nove, perché considerando anche l'ultimo anno di cadetteria sono ben otto gli incontri senza vittoria dei partenopei. Tutti col Genoa di Gasperini. «Speriamo di continuare su questa strada - sorride mister Ballardini - sebbene affronteremo un'ottima squadra che fino alla fine lotterà per un posto in Champions League». Mancherà Lavezzi, che dovrebbe essere sostituito da Zuniga, «se sarà così quello che perderanno in fase d'attacco lo guadagneranno in fase difensiva e di equilibrio». Restano in attacco comunque Cavani e Hamsik, che non lasciano molti punti di riferimento. «Per questo dovremmo essere in difesa molto corti e compatti». Poi un elogio all'attaccante uruguaiano. «Credo che al momento sia uno degli avanti più completi che ci siano e non solo in Italia. Anche quando non trova la via del gol, è molto utile alla squadra».
Dopo i quattro punti in due trasferte, contro il Napoli però sarà un test importante per vedere le reali ambizioni dei rossoblù. «Non credo sarà così. Per quello che ci riguarda è ancora troppo presto per decidere dove potremmo arrivare» chiarisce il tecnico. Quelli che non mancano mai sono invece gli infortunati. Se Veloso «è ormai recuperato» come Chico, si sono fermati Rafinha, «ha un ginocchio molto gonfio» e Palladino, «a riposo per un leggero affaticamento». Migliora sempre di più Jankovic, «la gamba gira sempre meglio, ma abbiamo incontrato ultimamente dei terreni sui quali era preferibile non rischiarlo». Dunque Eduardo tra i pali, difesa composta da Dainelli e Ranocchia centrali, con Criscito e Mesto terzini. Centrocampo formato da Veloso, Milanetto e capitan Rossi, che il presidente Preziosi ha definito l'unico incedibile, con Kharja che agirà da trequartista, davanti alle due punte che dovrebbero essere Toni, a lungo corteggiato dal Napoli prima del suo approdo sotto la Lanterna, e Destro se Palladino non dovesse recuperare al 100%. Le presenze al Ferraris saranno quasi venticinquemila e complice lo storico gemellaggio tra le due tifoserie, «tutti andranno allo stadio più sereni e nel modo giusto. Sappiamo che i nostri tifosi sono molto importanti per l'aiuto che ci daranno, ma conosciamo altrettanto che da noi vorranno una gara d'attacco e con un gioco veloce. Cercheremo di accontentarli». Poi sarà derby. E in città nonostante il clima natalizio sono già cominciati gli sfottò. Al momento Ballardini si limita a poche parole. «Partita particolare. Molto particolare». E come si fa a dargli torto.