Il Genoa fa la festa a Cosmi Per la serie A pronto Guidolin

Emmanuele Gerboni

Voilà, su il sipario. Piazza De Ferrari, la stoffa rossoblù sparsa qua e là dipinge l’orgoglio, il palcoscenico, la vetrina di Genova. Triplice fischio, inizia la marcia dallo stadio. Il passaparola è questo, ci vediamo laggiù che si fa il bis. Provi a guardare dall’alto, fai uno zoom su quel fiume che non puoi controllare. Azzardi una cifra, ottantamila? Più o meno, però è difficile dare i numeri di questa notte dolcissima ma che è stata piccola piccola per i tifosi del Genoa. Le lancette giravano in fretta. Ed è stata anche troppo stretta perché le vie del centro non bastavano più. La promozione non ha orari. Piazza De Ferrari, è qui la festa. Intorno all’una, colpi di clacson. Arriva il pullman della squadra. Un giro d’onore. Dentro i giocatori esultano, urlano, festeggiano. Fuori, c’è il delirio. Non scendono i boys di Cosmi. Dopo la passerella sfrecciano verso un ristorante. Un’altra faccia di questa festa programmata, sognata, voluta da dieci anni. Finalmente è arrivata, c’è un fiocco rossoblù sulla prossima serie A.
I tifosi abbassano la saracinesca quando l’alba è dietro l’angolo. E sanno che ormai ci sarà sempre l’arcobaleno fuori dalla finestra. Perché il presidente Enrico Preziosi promette quello che volevano sentire i tifosi: «Il Genoa non farà un campionato per salvarsi, lo assicuro. Punteremo al massimo, anche se dovremo essere bravi a superare quelle difficoltà che inevitabilmente incontreremo». Che bisogna mettere in preventivo. Perché in serie A cambia tutto. Idee, prospettive, progetti. E pure l’allenatore. Serse Cosmi rimane? Siamo agli sgoccioli di un’avventura che, comunque, è storia genoana. Cosa succederà? Francesco Guidolin è stato blindato, due anni di contratto. Preziosi e Cosmi si incontreranno domani e chiuderanno così: una stretta di mano, arrivederci e grazie: «Sono felice perché è stato ottenuto un risultato straordinario. Resterei a Genova molto volentieri – spiega Cosmi -, ma attendo serenamente le decisioni del presidente». Che arriveranno tra poco e non ci dovrebbero essere colpi di scena, il copione è quello: divorzio e tanti saluti.
E poi il mercato. Abbiati, portiere milanista, è quasi salito a bordo. Lo ha confermato anche Preziosi nella pancia dello stadio dopo la partita con il Venezia. È stato proposto il centrocampista giapponese Konno (gioca nel Tokio), in arrivo il bomber argentino Lavezzi. Brocchi è stato bloccato, l’operazione si può fare perché il Milan ha dato l’ok. Piacciono i gemelli Filippini, interessa Tudor ma c’è da vincere la concorrenza della Sampdoria. Appunto. Genova riscoprirà il derby a distanza di qualche anno, e il presidente blucerchiato Riccardo Garrone, presente a un raduno di tifosi a Fontanile d’Asti, ha già dato il calcio d’inizio alla stracittadina: «Da tanto tempo ho augurato questo successo a Preziosi. Tornerà il derby, un momento importante per la città: è la cosa più bella della promozione del Genoa. Servirà per stemperare la tensione e l’invidia dei tifosi genoani, che esisteva anche se non la riconoscevano». Dal palco, un'altra confessione: «Dovete accettare il Genoa per sportività e per dargli quella lezione che si ricordano dopo i tre derby che abbiamo conquistato nello stesso anno. Incominciamo a vincere la partita degli abbonamenti, così li vedremo sul campo con le gambe tremanti. Questa festa, per me, è più bella e sentita di quella del Genoa per la promozione».
Evviva il derby, il pallone rossoblucerchiato incomincia a rotolare e ci sarà pure un commentatore particolare allo stadio. Il cardinale di Genova Tarcisio Bertone ha assicurato che non mancherà: «Ci deve essere stato un intervento dall’alto, perché non è stato un grande spettacolo con il Venezia. Sono arrivate tante persone alla Madonna della Guardia? Hanno fatto bene a venire in pellegrinaggio per ringraziare». Dietro il sipario della promozione rossoblù c’è tutto questo. Una notte da ricordare, un allenatore da ufficializzare, un derby da giocare.