Genoa, i primi gol di Di Vaio a Pegli: «Adesso voglio tornare a divertirmi»

Gaucci: «Ci manca solo un giocatore» Oggi a Roma l’appello per il caso Sculli

Il D-Day, il primo giorno rossoblù di Marco Di Vaio, inizia molto presto, nelle prime ore della mattinata quando a bordo della sua Range Rover, dopo l'incontro decisivo con il presidente del Monaco, percorre i 180 chilometri che separano Montecarlo da Genova. Ad attenderlo a Pegli c'è tutto lo staff rossoblù a parte il presidente Enrico Preziosi assente per inderogabili impegni di lavoro. Ma il momento clou arriva nel pomeriggio con la presentazione ufficiale e il bagno di folla del Pio con quasi duemila tifosi venuti ad applaudire i suoi primi gol in partitella. Il primo mostra tutte le sue qualità: serpentina fra tre avversari e palla nel sacco alle spalle di Scarpi.
È entusiasta di vestire la maglia rossoblù il trentenne Marco Di Vaio anche se davanti a taccuini e microfoni confessa di avere inizialmente avuto un piccolo dubbio. «L'unica riluttanza che ho avuto quando è arrivata ad inizio gennaio l'offerta del Genoa era la categoria - ha dichiarato l'attaccante che ha firmato un contratto fino al 2009 ed è reduce da una stagione e mezza al Monaco - poi il posto, il club, la sua storia, la voglia del presidente e dell'allenatore mi hanno convinto ad accettare la proposta. E poi, calcisticamente parlando, avevo bisogno di affetto e l'ho ricevuto dal presidente Preziosi. Mi affascina il suo progetto e voglio rinconquistare con il Genoa una serie A che manca incredibilmente da troppo tempo».
Determinato come ai tempi della Juve, umile come ai tempi di Salerno, Di Vaio, che al Genoa ritrova due vecchi compagni come Rossi e Longo, sa di inserirsi in gruppo già affiatato. «Non è facile inserirsi a gennaio - aggiunge -. L'ho già vissuto a Monaco anche se là è stato diverso. Arrivavo infatti da un infortunio. Ora invece ho totalizzato presenze in campionato e in coppa. Certo è importante inserirsi negli schemi. È fondamentale: non si può perdere tempo. Di sicuro io ho tanta voglia di rimettermi in discussione, di ri-dimostrare il mio valore, insomma voglio tornare a divertirmi».
Anche perché l'esperienza Monaco non è stata entusiasmante. «Montecarlo è bella per molti motivi - confessa - ma non è il massimo per un calciatore». E anche qui Marco Di Vaio non si nasconde dichiarando apertamente che le sue esperienze estere a Valencia e con il Monaco sono andate bene finché sono rimasti in panchina «gli allenatori italiani» (Ranieri e Guidolin, ndr). Ma Di Vaio è un tipo che guarda avanti in questo caso al prossimo impegno di lunedì a Napoli dove, assicura l'amministratore delegato rossoblù Alessandro Zarbano, sarà a disposizione come gli altri arrivi del mercato di gennaio per i quali in settimana avverrà il tesseramento.
«Fino ad oggi abbiamo centrato tutti gli obiettivi - dichiara il responsabile dell'area tecnica del Genoa Alessandro Gaucci -. Quest'estate sapevamo di non essere completi e abbiamo cercato, riuscendoci, a rimanere tra le prime in classifica. Con l'arrivo di Di Vaio, Leon, Carobbio e Masiello forse manca solo un elemento perché la rosa del Genoa sia al completo, al 100%. Un esterno destro in grado di giocare sia in difesa che a centrocampo». Per il toto nome si parla di Adriano dell'Atalanta, anche se i bergamaschi avrebbero rilanciato le loro richieste, e dell'under 21 azzurro Motta che non riesce a trovare spazio a Udine.
Ma un altro «acquisto» potrebbe arrivare dall'udienza della Caf in programma oggi alle 13 a Roma. In discussione l'appello per il caso Sculli, squalificato dalla Disciplinare fino a luglio per un presunto illecito sportivo che risale al 2002: sul tavolo c'è la richiesta della difesa di annullare la squalifica mentre il procuratore federale chiederà nuovamente tre anni e mezzo di stop.