Genoa, i tifosi «segnalano» i pm in procura

(...) quale hanno indagato per mesi. Per questo hanno iniziato un tam tam attraverso molti Genoa club e una catena di e-mail. Il loro obiettivo è molto semplice e si riassume in una ricerca di adesioni all’esposto. In pratica, da ieri stanno cercando di capire quante persone sono pronte a sottoscrivere la denuncia da presentare in procura. Qualcuno ha già contattato anche il legale che lavorerà alla pratica. «Premesso che non ho ricevuto alcun mandato formale - spiega l’avvocato genovese Gian Maria Zignoni - posso invece confermare che ho ricevuto una telefonata di un tifoso che mi chiedeva la disponibilità a tutelare un gruppo di cittadini intenzionati a presentare un esposto di questo tipo».
Il professionista si è naturalmente riservato di verificare nel dettaglio la situazione, ma un punto fermo lo ha già individuato. «Chiaramente non si tratta di prendere le difese della società Genoa - precisa l’avvocato Zignoni -. Non ce ne sarebbe neppure la possibilità e mi par di capire che non sarebbe la volontà degli interessati. Mi hanno chiesto se come privati cittadini possano pretendere dalla magistratura, sia essa inquirente o giudicante, una maggior attenzione nel lavoro che porta avanti. La questione delle date sbagliate ha un rilievo essenzialmente formale, ma certo può infastidire il cittadino che si attende un più curato esame delle carte». E l’intenzione dei tifosi è proprio quello di farsi avanti come singoli cittadini, non come associazioni o a nome dei club. Sono comunque già decine le persone che hanno dichiarato la loro disponibilità a firmare.
Il problema di fondo è però quello di capire a cosa può portare questa iniziativa. Lo spiega ancora l’avvocato Zignoni. «Non sarà un atto ad adiuvandum, cioè un rafforzamento delle iniziative di difesa del Genoa - precisa -. Sarà completamente slegato dalla vicenda processuale, perché il fatto che l’errore sia stato commesso nel procedimento a carico di Preziosi e degli altri dirigenti è incidentale. L’esposto non punterà a chiedere processi o altro, non sono stati commessi reati. Ma un gesto forte, specie se sottoscritto da tante persone, può essere sintomatico».
Anche perché tutte le inchieste che hanno visto il Genoa al centro del mirino finora hanno dimostrato qualche «errore», se non, come in alcuni casi, vere e proprie sviste che lasciano spazio a dubbi sulla legittimità dei processi. Le date, tra l’altro, sembrano proprio la bestia nera dei magistrati, sportivi o ordinari che siano. Il file con la sentenza di secondo grado della Caf risulta modificato per l’ultima volta il 3 agosto, quando il processo partiva solo il 5. Ma anche i comunicati con la decisione di primo grado della Disciplinare avevano destato più di un sospetto perché scritti con date diverse da quelle in cui si è realmente tenuto il processo.
Tutta una serie di «dettagli» che, insieme ad altri elementi, stanno entrando nel dossier del procuratore capo Francesco Lalla, che conduce l’indagine contro ignoti per falso in atto pubblico eventualmente commesso durante il procedimento sportivo che ha condannato il Genoa alla serie C. Questa inchiesta non è un semplice atto dovuto, ma può portare a conseguenze pesanti per la Federcalcio nel caso venga provata la colpa e magari anche il dolo di alcuni giudici sportivi. Ad esempio rafforzerebbe la richiesta di danni che il Genoa potrebbe presentare al termine di questa odissea legal-spotiva. I conteggi di quanto la società abbia perso con la doppia retrocessione sono già in corso e gli zeri sono molti. La Figc potrebbe trovarsi di fronte a una richiesta salatissima. E alla necessità di tentare una mediazione. Tutte ipotesi, che però al momento devono fare i conti con la realtà di una richiesta di rinvio a giudizio per associazione a delinquere. Il primo passo decisivo per i legali rossoblù sarà proprio quello di far cadere, già davanti al gip, l’accusa gravissima formulata dai pm di Genova. In questo caso anche le intercettazioni diventerebbero inutilizzabili. Una storia tutta da riscrivere.