Genoa, al via l’ultimo conto alla rovescia

Paola Balsomini

Settantadue ore per decidere. E’ il tempo che si è preso il giudice Alvaro Vigotti che ieri ha chiuso il dibattimento per il ricorso d’urgenza presentato dal Genoa contro la Federazione Italiana Gioco Calcio. Il tentativo dei legali di Preziosi era quello di stoppare in extremis la sentenza della Caf che ha spedito la squadra di Guidolin in serie C. Probabilmente già oggi o al più tardi domani arriverà la sentenza. Sempre che Vigotti decida di rimandare ad un giudizio super partes per un giudizio di costituzionalità proprio alla Corte Costituzionale. Se non sarà così si apriranno due ipotesi: o la decisione darà ragione alla Figc oppure nascerà un conflitto tra il tribunale civile genovese e il Tar del Lazio che aveva sentenziato «Calendari al via, Vigotti non ha giurisdizione in campo sportivo». Ma ora i membri del collegio federale che non hanno ottemperato all’ordinanza di Vigotti rischiano da una multa a tre anni di carcere. Del resto il giudice genovese ieri mattina una conciliazione l’ha anche tentata e cioè una serie B un pò tirata per i capelli che però non piaceva proprio a nessuno, soprattutto alla Federazione che è stata inflessibile. La discussione poi si è trasformata in un vero e proprio litigio quando i legali della società rossoblu hanno protestato dopo aver scoperto che gli avvocati romani disponevano delle motivazioni della sentenza Caf che non erano state ancora consegnate alla difesa, nè rese pubbliche. «La difesa della Figc - ha detto Andrea D' Angelo - vuole usare a sorpresa un documento processuale per mettere in difficoltà la difesa del Genoa, così come hanno voluto mettere un coltello alla gola di questo processo fissando il consiglio federale per le 14. Non faranno tanta strada». Qualche parola un pò più accesa, nonostante fosse già girata voce che la Figc avrebbe avuto a disposizione le motivazioni della sentenza, tanto che si era parlato anche di una cancellazione della parte riguardante le intercettazioni telefoniche. Alla fine, dopo che è sfumata l’ipotesi di una conciliazione tra le parti, il dibattimento è proseguito regolarmente: «Esiste un difetto assoluto di giurisdizione», ha spiegato l’avvocato Galavotti ha poi citato la sentenza delle sezioni unite della Cassazione per sottolineare il parere di «difetto assoluto di giurisdizione» della giustizia civile in ambito di illeciti sportivi, una pronunzia che, secondo Galavotti, sottolinea come «lo Stato si debba porre in condizioni di indifferenza» nei confronti dell' illecito sportivo.
Dopo oltre tre ore di dibattimento Vigotti si è rinchiuso nei suoi uffici dove è rimasto fino a pomeriggio inoltrato. Nel frattempo il Genoa aveva diffuso un comunicato annunciando che «in vista delle riunioni della Figc e della Lega che sono state convocate», la società rossoblù «ha inviato una diffida alla Federazione e a ciascun componente del Consiglio Federale e dell'organo di vigilanza, nonchè alla Lega e ai singoli componenti del Consiglio e dell'organo di vigilanza della medesima, intimando l'ottemperanza al provvedimento del tribunale di Genova». La Federazione però è andata avanti per la sua strada e alle 18 di ieri è ufficialmente cominciato il campionato. La prossima mossa sarà quella dell’avvocato Biondi che denuncerà la Figc ai carabinieri chiedendo il sequestro dei calendari.
Insomma, la telenovela continua.