Genoa-Napoli, pareggio per la A Gli ultimi minuti tutti in mutande

Finisce 0-0 a Marassi, ma decide tutto il pareggio casalingo del Piacenza contro la Triestina. Rossoblù e biancoazzurri raggiungono la Juventus in serie A, senza dover passare dai playoff. Sul campo giocatori spogliati dai tifosi, ma l’arbitro non aveva fischiato

Genova - A.A.A. Subito. Juventus, Napoli, Genoa, senza playoff. Come doveva finire? Così. Ieri sono arrivate anche Genoa e Napoli a braccetto. Genoa e Napoli in trionfo. Con i giocatori che giocano gli ultimi due minuti di recupero in mutande, e con la maglia rovesciata, anzi no, senza maglia. Perché l'avevano già regalata alla prima invasione quando sembrava che l'arbitro Rocchi avesse fischiato la fine. E intanto lo stadio cantava a una sola voce «o surdato ’nnammurato» e poi «chi non salta è blucerchiato».

Il calcio, per una volta, ha fatto giustizia. E ha dato spettacolo. Sì, perché Genoa e Napoli hanno giocato solo quei due minuti in mutande. Perché lo 0-0 è arrivato, ma chi si aspettava un risultato così fin dall’inizio si sbagliava. Così come chi era pronto a scommettere su un Napoli catenacciaro e un Genoa spumeggiante all’arrembaggio. È stata invece una partita tesa, aperta, bella. Bastano una traversa e doppio palo con palla che rimbalza sulla riga per capire? Bastano due superparate dei portieri? Bastano quattro palle gol per parte a dire che Genoa e Napoli hanno provato a farsi male.

Si parte con un boato. Tutto lo stadio sogna un gol della Triestina a Piacenza e al 3’ minuto dalla tribuna e dalla gabbia del Napoli esplode la gioia. Sembra il vantaggio tanto atteso, e molti ci credono per un po’, finché le radio annunciano l’1-0, ma per il Piacenza. Gelo. Anzi no, perché intanto Montervino e Fabiano provano a sfondare con azioni personali e a mettere nei guai le difese avversarie. Poi si esalta il Napoli. 19’: la traversa di Rubinho trema ancora, dopo che Sosa l’ha colpita con una pallonata girata a botta sicura su cross di Calaiò. Al 25’ è lo stesso Calaiò a prendere la mira dal limite ma ad alzare di un pelo sulla traversa. Sembra stordito il Genoa. È la prima volta che a Marassi un avversario prende in mano il gioco.

Ma ci pensa Leon. Con la specialità della casa. Punizione dal limite al 37’, ma Iezzo non ci sta a farsi beffare come all’andata e vola nel «sette». Di Vaio e Greco in due minuti arrivano a un metro dal portierone azzurro e vengono anticipati all’ultimo. C’è tempo, al terzo di recupero, per il doppio palo (e invocato fallo di mano) per il Genoa. Nel secondo tempo quattro palle gol per il Genoa con Leon che si mangia l’impossibile. E il tempo per far guadagnare una citazione in pagella a Rubinho: parate d’istinto prima su Sosa, poi su Bogliacino. Poi il vero gol della Triestina, il vero boato del Ferraris, il silenzio fino al definitivo 1-1 di Piacenza. Poi il sogno che si avvera.