Genoa-Napoli vale la A Novanta minuti per evitare i playoff

da Genova

Dieci giugno. Come dodici anni fa. Un pareggio 1-1 con il Padova, poi i calci di rigore, e il Genoa finisce in serie B senza più riuscire a rivedere il Paradiso che tre anni prima l’aveva visto protagonista in Coppa Uefa. Dieci giugno, oggi. Al Genoa quell’1-1 non basta. C’è il Napoli da battere. Quel Napoli che 17 anni fa vinceva il suo secondo scudetto e che dal 2001 non assapora la serie A. Oggi è Genoa-Napoli, undici scudetti, l’una o l’altra, dentro o fuori, a meno di sorprese da Piacenza. Le due squadre più forti del campionato, a parte l’Ufo-Juve. Dieci e più punti di distacco dal gruppo dei migliori, eppure non basta.
Per una partita così si può anche andare in galera. Ed è possibile che chi si presenterà ai cancelli dello stadio di Marassi con un biglietto falso si ritrovi a seguire la partita dalla radiolina della questura. La macchina dell’ordine pubblico è pronta a fronteggiare l’invasione di chi vorrà vedere la partita a tutti i costi. A Napoli il prefetto Alessandro Pansa ha sfidato le ire di Sky e di Mediaset (che ha annunciato ricorso) ordinando l’installazione di un maxischermo davanti alla curva B dello stadio San Paolo. A Genova la diretta tv è stata autorizzata dal prefetto Giuseppe Romano nei giardini di via Caviglia, stazione Brignole. Diecimila posti disponibili per mitigare l’assalto di chi vorrebbe far parte dei trentaseimila eletti, stipati a Marassi. Una situazione nuova, da fronteggiare come un G8, con zone rosse e arancioni, con sbarramenti e prefiltraggi, sperando che sia solo una premura inutile ma anche non sapendo cosa potrà accadere.
I tifosi, gemellati da 25 anni, comprano le sciarpe metà azzurre e metà rossoblù. Giurano che comunque vada sarà un successo, una festa. I Genoa Club hanno garantito che faranno addirittura da servizio d’ordine nei Distinti collaborando con gli steward. Ma proprio perché il tifo organizzato non prevede rischi, le schegge impazzite sono le meno prevedibili. E così il consiglio per chi vuole vedere la partita fin dal fischio d’inizio, alle 15, è quello di mettersi in moto con netto anticipo. Anzi, sembra addirittura troppo tardi l’apertura dei cancelli fissata per le 12. Perché entrare non sarà semplice come in una domenica qualsiasi.
Ai varchi d’accesso al quartiere di Marassi ci saranno i primi controlli, tanto per vedere chi non ha il biglietto o chi ne ha uno talmente falso da non meritare neppure la verifica elettronica al tornello. Poi, attorno al Ferraris, il vero sbarramento. Con il «vigile» elettronico che legge i tagliandi con l’obiettivo di stanare coloro che si sono fatti in casa il «passaporto» per l’evento, magari usando quelle matrici rubate poche notti fa al Genoa Point. Una volta fatto aprire il cancelletto, però, non sarà finita. Ci sarà la verifica - intransigente assicurano polizia e carabinieri - dell’identità del possessore del biglietto. Operazioni che all’esordio dei tornelli, con pubblico dimezzato, avevano già creato code risolte solo con l’apertura libera dei varchi.
Genoa-Napoli. Chi vince è sicuramente in paradiso. Il Napoli, se pareggia, anche. Chi non ce la fa va ai play off, a meno che... Nessuno lo dice, tutti rifiutano di fare affidamento sulle notizie in arrivo da Piacenza, ma se anche nella pianura emiliana finisse in pareggio, beh, i problemi per le forze dell’ordine sarebbero stravolti. Si tratterebbe di tenere d’occhio una città ostaggio di due città. Genova e Napoli tornerebbero insieme... No, a Napoli forse meno, ma a Genova fino a oggi pomeriggio l’alfabeto deve iniziare dalla lettera «B». Deve iniziare, appunto.