Al Genoa ogni petardo costa più di mille euro

La pattuglia della polizia a presidiare il Pio ricorda momenti lontani, ma è l'unico segnale di un tempo che fu, passato remoto. Alla ripresa degli allenamenti dopo i tre schiaffi presi dal Siena al Ferraris gli unici sguardi duri alla squadra sono quelli di Gasperini. Sugli spalti del Pio una trentina di tifosi, ma non c'è nessuna contestazione, nessun striscione. Una domenica no può capitare si dice nel mondo della tifoseria rossoblù, ma adesso ad Empoli la musica deve cambiare. E questo leit motiv sembra anche quello che risuona nelle quattro mura dello spogliatoio di villa Rostan. La squadra resta lì una mezz'oretta poi va su nella sala video. Altra mezz'ora e incontro con il vicepresidente Gian Battista Pastorello e il dirigente Stefano Capozucca. Poi tutti scendono tutti in campo ad eccezione di Danilo che continua il programma di recupero. Nessun processo, si sceglie la linea morbida. Nessun ritiro punitivo, semmai ci sarà la partenza per Empoli mezza giornata prima del previsto. «Questi giorni offrono l'opportunità di riordinare le idee - ha commentato Gian Piero Gasperini - Al di là del risultato che a volte dipende dagli episodi, sono convinto che già a Empoli torneremo a mostrare le nostre qualità. Le critiche, quando non arrivano per partito preso, sono costruttive e servono a caricarci».
Intanto si è scoperto che per il giudice sportivo un petardo esploso all'interno di uno stadio vale circa mille euro. Il Genoa infatti è stato multato di 8mila euro «per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, fatto esplodere sette petardi nel proprio settore; entità della sanzione attenuata ex art. 13 comma 1lettere b) ed e) e comma 2 CGS per avere la Società concretamente operato con le forzedell'ordine a fini preventivi; recidiva». Nessuna squalifica è arrivata invece per l'attaccante rossoblù Giuseppe Sculli sul quale pendeva la possibile prova televisiva per lo scontro con il senese Daniele Galloppa durante la partita di domenica scorsa.