Il Genoa pensa a vincere. In campo

Luca Russo

C'è la Sambenedettese e le chiacchiere tornano a zero. Il caso Ghomsi, il ritardo incredibile della giustizia sportiva, una squadra che sul campo ha maturato cinque punti in più della seconda in classifica, ma che si trova seconda per partite maturate nelle aule giudiziarie. Tutto da mettere necessariamente da parte o da trasformare in rabbia agonistica, in determinazione, in gioco.
Ancora una volta bisogna isolarsi proprio come è successo nel girone d'andata quando la classifica sembrava un elastico che si allungava e si accorciava a seconda del giudice di turno. E così ha fatto il gruppo di Perotti partendo venerdì per la Capitale dove la rifinitura di ieri mattina è filata via liscia con una partitella a campo corto prima della partenza per le Marche.
Con la formazione che ha brillantemente superato il Monza, Perotti è convinto di aver trovato la quadratura del cerchio. E così anche contro i marchigiani oggi riproporrà lo stesso gruppo con Grabbi terminale offensivo e con la linea verde a centrocampo composta da Rivaldo-Botta ad affiancare De Vezze. In difesa come centrale accanto a Baldini, ci sarà quindi ancora Lamacchi con la sua determinazione necessaria per trascinare la squadra.
Partiranno invece dalla panchina Mamede, reduce da un lungo infortunio e Fusco che ha scontato il turno di squalifica. Serve una vittoria, anzi ne servono tre se si osserva questo finale di stagione. Poi si guarderà cosa ha fatto lo Spezia.
Ancora una volta non sarà facile a partire dalla Sambenedettese, squadra disperata per la situazione societaria, ma che ha saputo raccogliere sette punti nelle ultime tre gare. Il tecnico Voltattorni è il quinto di una maledetta stagione che vede la Samb quint'ultima con la seconda peggior difesa e con il suo bomber Scandurra fermo ai box per un infortunio.
I marchigiani si presenteranno con un classico 4-4-2 che cercherà di aggrapparsi all'esperienza di Colonnello, terzino sinistro, e, in attacco, alla voglia di riscatto di Docente che quest'estate per una quindicina di giorni ha vestito la maglia rossoblù quando il Genoa era una stazione ferroviaria.
E chi partirà anche questa volta da Genova saranno i tifosi. Nelle Marche ne sono attesi un migliaio in una delle trasferte più lunghe della stagione. «Ovunque e comunque» recita lo striscione delle ultime partite lontano dal Ferraris, ma tra le righe ora c'è una richiesta: ovunque, ma per favore senza play off.